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*ESAME DI STATO*

#mercoledì, 31 dicembre 2008
desideri di fine anno

vorrei vorrei...
da domani vorrei...

vorrei la casa (senza carpet e coinquilini inglesi) dei miei sogni, un inglese fluent, progettare e disegnare e imparare

vorrei tornare a casa dopo mesi e non trovare tutto cambiato ogni volta, e uno alla volta gli amici con cui facevi le cose più stupide aver messo la testa a posto - nel modo in cui a me quest' espressione non piace - e non avere l'impressione che si siano arresi

vorrei tornare tante volte a casa e vorrei che non mi mancasse così tanto

vorrei che l'italia cambiasse tutto all'improvviso, e io potessi trovare un lavoro nel mio paese senza uno zio architetto o un cugino deputato, e andare all'estero solo per vacanza

vorrei che le persone avessero sempre la voglia di cambiare il mondo, e il coraggio di rimanere fedeli a loro stessi, negli anni che passano

vorrei che chi a trent'anni ne dimostra quindici crescesse in un anno

vorrei avere sempre la forza di perdonare e di dimenticare, di amare incondizionatamente

vorrei sempre e solo te

vorrei un anno felicissimo e anche tristissimo, vorrei un sacco di issimi, e sentirmi viva sempre, e sempre un sacco di farfalle nella pancia, come in quello passato.
di camilla, diario, massimisistemi - 20:04 | link | commenti (2)


#giovedì, 03 aprile 2008
alessandra flies away in 19 days

ci sono persone che si accontentano e persone che non si accontentano mai. in tutti e due i casi c'è sempre qualcosa che manca, sempre un motivo per essere un pò insoddisfatti.
io, senza che ci rifletto neanche un pò, so di appartenere alla seconda categoria.
questo blog, la sua padrona con la sua piccola laurea, il suo piccolissimo inglese e il suo affascinante compagno di viaggio, fanno RESET e ripartono da Londra, tra pochi giorni.

e per il momento, è tutto.

#venerdì, 05 ottobre 2007
cose estive

non si può, dico, non si può uscire di casa a ottobre in camicetta e fare la sauna, e mi rifiuto di mettere infradito e canottiera come le vrenzole di forcella se tra due mesi devo fare l'albero di natale. qualcuno paghi la bolletta dell'inverno

cose che mh, interessante

ieri sera ho attraversato tutta via medina con la panda contromano: roba da multa, ritiro di patente, carcere, cucchiaiate di paccheri e pena di morte.
questo succede a fidarsi del tomtom. come un fidanzato, di cui è diretto sostituto ed erede, viene meno sempre nel momento del bisogno

cose di servizio

il sito del progetto leonardo è la cosa meno user friendly che abbia visto in vita mia dopo il ferro da stiro.
sono certa che qualcuno di voi nerd nullafancenti là dietro sappia quando escono i bandi per il 2008 e dove si trovano.
di camilla, diario, massimisistemi - 19:05 | link | commenti (14)


#lunedì, 01 ottobre 2007
QUARANTADUE

allora, mettiamo in chiaro una cosa: non sono diventata secs en de siti. magari! dico io, che così almeno potrei comprare il cappottino rosso da zara da mettere solo una volta.
e invece vado in giro vestita da collegiale, come dice marika, col maglioncino scollo a V blu e il jeans nuovo che ora riporto la 42 e mi posso permettere la vita bassa (e aggiungerei anche che starò pure di schifo e non mangio più, ma almeno, vafanculo, la QUARANTADUE).
non sono diventata secs en de siti pure perchè non ho l'aspirazione di fare la zitella chic e lamentosa a 35 anni, e sono certa che lì da qualche parte, ben nascoste, diciamo proprio nascostissime che manco gli scarrafoni, ci siano un sacco di persone interessanti e diaboliche da conoscere.
che poi questo interessanti, che vorrà dire, ognuno lo intende a cazzi suoi, per me vuol dire più o meno queste cose qua:
1. mi fa conoscere le belle canzoni, che poi mi emoziono e le traduco e me le sento 50 volte sul lettore e poi le schifo per un mese
2. c'ha una passione almeno per una cosa al mondo (l'architettura, i gatti, la sfogliatella riccia, che ne so) che quasi quasi te la fa piacere pure a te
3. mi dice un sacco di cose cattivissime e diaboliche e dà un sacco di giudizi disdicevoli, pregiudiziosi e mutevoli su persone case libri auto viaggi fogli di giornale

e poi dice, perchè una sta nervosa. perchè scende a prendersi un caffè al bar sotto all'università e chi incontra? il solito scassapalle rompicoglioni nullafacente padre dell'ex compagno di classe che senza neanche salutarti ti domanda: "allora, ti sei laureata?".
MUORI.
quello non lo sa che oltre a sfracassarmi i maroni con progetti irrealizabili ubicati dove presto non rimarrà che melma e viscidume, faccio tante altre cose tipo lavorare per senza niente, mettermi e togliermi lo smalto rosso, vedere un posto al sole.
stamattina ho pure fatto il placement test per entrare al corso di inglese del centro linguistico di ateneo!
già sospettavo che la mia cultura unicamente basata su canzoni di dubbio gusto e telefilm dove il termine più ricorrente è fuck non sarebbe bastata. ma giuro che oggi c'era una domanda con 4 opzioni: A, B, C, D, ed io ho pensato seriamente che per quanto mi riguardava erano tutte e 4 corrette.
what the fucking thing!

a mio modesto avviso carrie bradshow può pure passare un brutto guaio, tanto la mia aspirazione televisivosa rimarrà sempre quella di diventare grace, di will&grace.

#mercoledì, 19 settembre 2007
settembre, 2007

eccoci, pensò lei,
ai confini del mondo, ai confini della civiltà occidentale.
tutti noi vogliamo sentire qualcosa
cosi' disperatamente,
qualsiasi cosa,
che continuiamo a innamorarci l'uno dell'altro
e a scopare fino alla fine dei giorni.


[californication, season1, episode6]
di camilla, massimisistemi - 13:29 | link | commenti (2)


#mercoledì, 04 luglio 2007
il primo pensiero geniale del mio 26mo anno di vita

perchè sulle indicazioni stradali e metropolitane scrivono "direzione napoli", "direzione culonia", "direzione..." quando è risaputo che direzione indica una linea retta e non un verso di percorrenza di quest'ultima, che chiameremo, appunto, verso?
A1, verso napoli
autostrada del sole, verso firenze roncobilaccio.
mo sì.

...


comunque io sono nata lo stesso giorno della fiat 500, gnè gnè










di camilla, diario, massimisistemi - 20:25 | link | commenti (16)


#lunedì, 23 aprile 2007
quelli che odio di più

sono i moralisti del cazzo.
quelli che ti indicano col dito puntato se sbagli.
quelli che mai un ripensamento e mai un dubbio.
quelli che sanno come è giusto e come è sbagliato. beati loro.
di camilla, diario, massimisistemi - 17:06 | link | commenti (15)


#martedì, 10 aprile 2007
le cose che non ti ho mai detto (di voler fare)

seduta sulla spiaggia deserta sotto le nuvole dispettose, in una mano la lattina di tuborg, in un'altra la testa appoggiata, passo la mia pasquetta alternativa a pensare alle pasquette alternative del mondo, e specialmente alle pasquette in coda sulla salerno-reggiocalabria. tra tre mesi su questa spiaggia - o su un'altra, ma è uguale - mi farò strada a spintoni tra gente sudata e appiccicaticcia di olio, e tenterò di trovare un angolino di asciugamano per friggere a puntino e dilatare le già ampie possibilità di contrarre malattie della pelle. al solo pensiero rabbrividisco, eppure so che tra tre mesi sarò lì. l'estate al mare, col costumino spostato su mezza zizza che così non resta il segno, è una di quelle cose a cui potrei rinunciare, ma so che non lo farò. c'è come una forza invisibile che ci spinge a fare cose di cui non ce ne sbatte una ceppa eppure siamo lì: nel traffico del lunedì di pasqua, nel pub del venerdì sera, al telefono con lo zio di aprilia che ti fa gli auguri di buon onomastico, appiccicati alla tv con la bocca aperta, a guardare uomini e donne. il nonsenso totale. un mondo dove puoi perdere la dignità perchè in un RVM non sei stata vera. dove donne lanciano scarpe e insulti a uomini che nella vita potrebbero al massimo trainare carretti di pero e musso. dove una vrenzola dei quartieri si permette di dire a un'altra vrenzola più altolocata: carina, a finale si na cafona 'e Melit. e vai a sapere se carina era un appellativo o un nome proprio, in questo mondo qui.
eppure il pomeriggio se sei a casa, il sole comincia a entrare un pò più caldo, la digestione, uno sbadiglio, e il dito ti scivola su canale 5. potresti finire il libro che stai leggendo, sederti sulla finestra a godere della controra col tuo caffè e la sigaretta, iniziare la tela bianca che hai comprato un anno fa. ma non lo farai. e così non puoi neanche permetterti di deriderlo, questo mondo qui, se qualcuno lo considera specchio e modello della nostra società.
di camilla, diario, massimisistemi - 18:49 | link | commenti (7)


#domenica, 31 dicembre 2006
l'ultimo domandone dell'anno

ma poi,
è giusto vivere senza le farfalle nella pancia?
di camilla, massimisistemi - 02:31 | link | commenti (17)


#martedì, 26 dicembre 2006
la sera di natale siamo tutti presidenti della repubblica

gli sms di auguri di natale, quelli che mandi la sera del cenone tra lo spaghetto a vongole e il capitone fritto, hai presente? non sono certa che inviarne uno stesso a tutta la rubrica a reti unificate sia meno delicato che non inviarlo per niente. a meno che tu non sia giorgio napolitano
di camilla, diario, massimisistemi - 11:37 | link | commenti (5)


#mercoledì, 11 ottobre 2006
la domanda del giorno

quando gridiamo aiuto senza parlare, chi dovrebbe correre in nostro soccorso?
e, soprattutto, abbiamo il diritto di pretendere che qualcuno corra senza averglielo chiesto?
di camilla, massimisistemi - 18:16 | link | commenti (11)


#lunedì, 18 settembre 2006
massima della serata

il blog è quella cosa che quando sei felice pensi: macchissenefrega del blog
di camilla, diario, massimisistemi - 00:38 | link | commenti (15)


#domenica, 03 settembre 2006
a cosa servono le guepiere...


... da quando hanno inventato
le adidas rosa?
di camilla, massimisistemi - 15:18 | link | commenti (4)


#giovedì, 31 agosto 2006
e arrossisci un pò
ma non vuoi più mandarmi via


da QUANTI mesi questa strofa squarcia i miei sogni?
cosa è cambiato da allora?
il momento preciso per il quale sembrava stata scritta (se fosse stato vero, se non fosse stato soltanto un grande inganno) si ripete notte dopo notte con variazioni prive di importanza. si alza l'ansia, mi affondano i sensi di colpa, il risveglio è tempestato dalla vergogna.
la rabbia (enorme un tempo, ormai solo una sfumatura) di aver sopportato, per una scelta incomprensibile a me stessa, il peso di tutte le colpe senza fiatarle, senza mettere nero su bianco le lordure che ho letto, letto, letto, visto.
la prima vera volta che odi, più della prima che ami, non te la scordi mai. l'odio ti accompagna sempre, si insinua qua e là nei pensiei e si trasforma in sospetto, malafede, indifferenza, insofferenza verso chi non se li merita. ti inaridisce.
e poi.. poi resta lì, addormentato, anche quando le cose belle ti capitano e non le avevi chieste. quando arriva la principessa martina, ti prende per mano e ti convince a fare le cose che vorresti ma sei stanca. che sorride quando è stanca e ti ascolta con attenzione senza dimenticare quello che hai detto. che ti racconta il film di moretti rovinandoti il finale e ti regala un libro bello scritto da una donna, per convincerti che non sono tutte provinciali, invidiose e prive di opinioni, come le hai conosciute tu. e quando ci stai per credere se ne scappa via, a barcellona, a costruire un castello di sogni.
lei che di coraggio ce n'ha più di te.
ora che le giornate inizieranno ad accorciarsi e tutto torna al punto di partenza ti domandi che cosa rimane di questi mesi. forse il lavoro, quello sì, perchè le nottate all'insegna di autocad non possono finire con un buco nell'acqua.
le relazioni, se sarai brava a preservarle.
ma la voglia più grande è quella di conoscere persone interessanti, conivolgenti, con l'anima. di quelle che ti fanno ridere, ma anche arrabbiare, che escono la sera per una birra, ma che ti raggiungono a lavoro per un caffè, delle quali ti ricordi mentre stai ascoltando una canzone o leggendo un libro, che non credono nella loro onniscienza, non hanno paura di raccontare e desiderano nuovi racconti. persone che ti emozionano.
le persone di cui la società occidentale ha tanta penuria, come dice houllebecq. ma questa è un'altra storia, un altro amore.
di camilla, massimisistemi - 20:55 | link | commenti (6)


#domenica, 14 maggio 2006
never back down

da sempre, da quando ho memoria di una mia minima attività cerebrale, ricordo di aver considerato alcune delle personalità rappresentative dei vari campi dell'attività umana esseri in qualche modo speciali. sono sempre stata convinta che dovevano avere una capacità speciale per essere dov'erano, qualche rotella fuori dal comune o qualche emergenza nel loro campo frutto di un'applicazione di tutto rispetto.
non ho mai messo in dubbio l'autorità, per dire, del papa, o del presidente della repubblica: per essere là certamente il primo doveva essere il più santo degli uomini e il secondo il più saggio (o viceversa?). non potevano essere una mia preoccupazione, perchè certamente erano stati frutto di una buona, giusta e mondialmente condivisa scelta.
adesso mi accorgo che probabilmente questa mia fiducia un pò ingenua nelle istituzioni - di ogni genere - era stata il frutto di una fortunata serie di coincidenze che mi aveva permesso di crescere in un olimpo istituzionale di quelli messi su per le grandi occasioni.
il papa era quello con la faccia cicciotta che si confondeva col bianco delle alpi, per dire.
il presidente della repubblica era il piccoletto canuto con la frase giusta al momento giusto sempre pronta, un passo avanti, ma sempre affianco alla sua compagna. i nonni saggi di tutti noi.
e così via.
diciamo che cinque anni di silvio berlusconi presidente del consiglio avevano già abbondantemente minato questa fiducia. l'elezione del nuovo papa dal viso severo anche aveva dato un discreto colpetto. ma la possibilità di vedere letta, bossi, andreotti o d'alema presidente della repubblica sono stati proprio la famosa goccia.
di camilla, massimisistemi - 12:37 | link | commenti (9)


#mercoledì, 18 gennaio 2006

il cinematofono

mi accorgo nella semplice ricerca di un'immagine di marzullo su google che quello che avevo da dire l'hanno già detto altri, molto, prima e meglio di me.
forse non sono la sola che ogni domenica notte magicamente, a qualsiasi ora rientri a casa, lo becca in tv che saltella senza problemi da woody allen a manuela arcuri a rocco del grande fratello. la domenica notte, dovete sapere, gigi marzullo si aggira circospetto in uno studio del tutto identico a quello della sua altra trasmissione sottovoce (fatti una domanda datti un risposta), segno evidente che in rai non ci sono neanche più i soldi per pagare uno scenografo scalimato e cambiare quel blu bisnonna che non si porta più dal cippo a forcella. si attornia di uno stuolo di critici cinematografici, raccolti intorno a lui come al falò di ferragosto e intervallati da personaggi che vengono palesemente prelevati random di domenica in domenica dai corridoi della disoccupazione di raidue. tra gli esperti cinefili spicca anselma delll'olio, per la quale non credo sia mai esistito un film mediocre al mondo, visto che è stata capace di dire due parole di conforto pure su natale a miami, in occasione della presentazione del quale tutto lo studio srotolò il tappeto di velluto porpora a boldi-desica, propinando la solita solfa sulla ripresa del cinema made in italy, solfa che in quell'occasione suonò più stonata che mai.
ma in particolare due episodi contenuti nell'ultima puntata basterebbero da soli a fargli chiudere per sempre i battenti, se solo qualche dirigente non dico ne capisse di cinema, ma almeno ne capisse di qualcosa:
1. una persona di sesso femminile non meglio identificata ha sostenuto che lady vendetta è un film violento, con delle scene cruuuuudissime e, per carità, non andate a vederlo.
2. un critico con uno scatto d'orgoglio ha osato sostenere che il remake di pocahontas è un filmetto, e marzullo lo ha prontamente bacchettato e diffidato dall' usare termini tanto severi.
mi sento di affermare con una certa sicurezza che al confronto cooming soon sia un programma dal ritmo travolgente e molto più ricco di contenuti.

di camilla, massimisistemi - 18:23 | link | commenti (9)


#giovedì, 01 dicembre 2005
sopprimila
        utente anonimo  (IP: 82.49.88.38)


arriva un momento nella vita di ognuno di noi - fortunati fruitori di famiglie mulinobiantesche - in cui i genitori si trasformano da detentori della verità assoluta a scassapalle a tradimento. 
la prima vera delusione che un adolescente deve affrontare è prendere coscienza del fatto che anche loro falliscono a volte, spesso, quasi sempre. che quando tutto è perso non puoi rannicchiarti nel loro batuffolo di sicurezze, che quando non sai come comportarti in una situazione ingarbugliata probabilmente ti daranno dei consigli anacronistici, che quando ti sbatterai per qualcosa di giusto pensaranno tu stia sprecando tempo, che quando stai sprecando tempo pensaranno tu stia salvando il mondo.
sono persone come altre, che la pensano in modo diverso dal tuo per forza (e, se non è così, sei forse tu ad avere un problema), ma che sfortunatamente cercano di importelo.
il secondo momento è lo studio della strategia più adatta alla convivenza civile. e sottolineo convivenza, sottolineo forzata e non sottolineo civile.
il mio modo è l'accettazione passiva, anzi la forzatura volontaria e autodistruttiva, della nostra incomunicabilità.
non ricordo con precisione il momento in cui mi sono trasformata nella lisa simpson della periferia nordoccidentale, ma posso datare una delle più tristi conversazioni a qualche anno fa, quando - in occasione della tanto osteggiata mia uscita di testa con relativa fuga per il vichingo milanese figlio del sindacato - mi sentii dire: qualche volta bisonga accontentarsi. sottotitolo: per evitare problemi di sorta rinunciamo a ciò che desideriamo e campiamo tranquilli. mai parola aprì un baratro più profondo tra me e lei.
da allora ho certamente ridimensionato il mio astio verso questo modo di pensare, l'ho accolto, l'ho ripudiato, e infine sono arrivata ad accettarlo dagli altri, anche se in alcuni casi mi ha fatto soffrire come poche altre cose. e ancora oggi, nonostante cerchi di ignorarlo.
intanto resto in attesa di trovare quell'equilibrio che mi farà accontentare dei miei desideri, se esiste
così si chiuderà il cerchio delle cose non accadute, che nel nostro mestiere, come nella vita, custodisce il segreto, e il significato profondo, di tutto ciò che è.

di camilla, massimisistemi - 01:54 | link | commenti (7)