![]() |
|
#venerdì, 23 ottobre 2009
How are u doing?Sono passati quasi due anni e continuo a sentirmi una straniera, ogni volta che mi accorgo di essere ancora capace di abbinare i colori dei vestiti. Gli inglesi mi sembrano delle creature odd e affascinanti, e vorrei raccontare che un sacco di luoghi comuni su di loro sono sbagliati, che sorridono e ridono (di quel loro umorismo becero, ma pur ridono) e raccontare di come non è vero che a londra piove sempre e di quelle giornate di sole al parco sotto l'ombra dei fiorellini, che fanno impallidire le passeggiate a mergellina. Raccontare delle pedalate col fiume su due lati e il tramonto rosa viola, delle mattinate verso lo studio, con l'ipod nelle orecchie e il cappuccino caldo in mano e la gente che ti calpesta correndo, di tutti gli how are u doing del mondo, del fatto che a nessuno mai interessa la risposta a questa domanda. Di tutti i masterplan e le building regeneration e le presentation e le richieste celate da duemila plaese, would you mind, e could you please che in realtà significano do it, and do it now. Raccontare della mia casetta minuscola col legno caldo per terra e il letto affianco al finestrone da cui si vede il pub e la gente che ride forte il sabato sera (mortacci loro). delle volpi e degli scoiattoli che ti attraversano la strada la sera tardi, e degli odori mischiati di tutti i cibi del mondo (anche di scoiattoli arrosto, penso). della gente che viene e che va (comunque ballando), e che ti trasmette costantemente questo senso di instabilità. londra mi ha regalato la mia prima vita vera, la mia prima convivenza, le mie prime paste al forno con le polpette non bruciate, e per tutte queste cose gli voglio un sacco di bene. Disse lei, accingendosi a spendere una botta di denari per spostare il biglietto di ritorno da Napoli di due giorni. |