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*ESAME DI STATO*

#martedì, 16 settembre 2008
buonasera amiSci della notte

quando un giorno sta per finire e ancora devi lavare i piatti, e un altro giorno sta per iniziare. un giorno nuovo per lavorare, fare figure di merda con l'inglese, amare, sognare...
qui LONTRA, 12 gradi celsius e niente pioggia, quindi non ci lamentiamo.
in barba al casino galoppante della stanzulella rossa, io scrivo sul blog.

io poi c'ho quest'altro collega inglese, ma proprio inglese inglese, che come tutti gli inglesi si toglie le scarpe e fa i rutti mentre lavora, ma poi dopo dice excuse me e alle 5 si beve il tè di merda col latte. lui però è simpatico e fa sempre le battute su di me, e mi chiama crazy italian woman. e io lo chiamo wanker trump, ma lui si chiama Jonathon con la O.
stamattina a lavoro la vibrazione del mio cellulare rompe il silenzio tombale scandito solo dal ticchettare delle tastiere, e io come al solito mi alzo per andare a rispondere sul pianerottolo. mentere sgattaiolo fuori furtivamente, all'improvviso Jonathon urla a diecimila decibel "PROOOOOONTUOOOOO" nel suo accento assurdo, e tutti - inglesi, tedeschi, polacchi, francesi e giapponesi - inziano a ridere per due ore.
ecco queste cose qua per esempio a me piacciono un sacco di londra.
un altra cosa che mi piace un sacco di londra è che è vero che qui siamo in un mondo evoluto.
nei giorni scorsi sono andata in giro a cercare materiale per plasticodimmerda che stavo costruendo allo studio. ho trovato degli shops enormi, specializzati solo in models, che vendevano personcine, alberini, pilastrini, automobiline, e tutte le ine possibili, a qualsiasi scala, di qualsiasi materiale. e io ho spalancato gli occhi grandi grandi e ho pensato: se stavo a napoli mi mannavano a quel paese solo se chiedevo se c'avevano un pò di balsa.
allo stesso modo esistono bookshop di due piani che vendono solo libri di architettura... e sto parlando solo del campo che mi interessa, ma sono certa che chiunque qui può trovare il suo personale paradiso.
il suo paradiso dal cielo plumbeo, ma pur sempre il suo paradiso personale.

e poi volevo solo dire che sabato sera tornando a casa sono passata sul jubilee bridge e c'era il big ben tutto allummato e il london eye che girava piano, e tutte le barchette coi ristorantini che sbrilluccicavano, insomma tutte queste cose tamarre qua. e io mi sono fermata e ho pensato che ero proprio contenta in quel preciso momento, e che forse sì, sto facendo la cosa giusta, nel momento giusto.
ma poi chissà.

buonanotte amisci della notte, i miei piatti sporchi vi mandano tanti calorosi saluti.
di camilla, londra, work - 23:52 | link | commenti (7)


#martedì, 09 settembre 2008
welcome back

la cosa che odio di londra è che la maggior parte della gente è un pò una merda. a parte questo, e i 15 gradi celsius in meno rispetto all'italia, direi che il resto è fantastico.
quando domenica sono tornata dall'aeroporto, col musetto un pò da gattina bagnata, ho trovato ad aspettarmi a casa una situazione da trailer di film horror: qualcuno aveva tagliuzzato metà delle mie scarpe e le aveva gettate simpaticamente nel giardino, dove hanno avuto tutto la settimana per fare infusioni di pioggia bastarda londinese.
no, dico: GIURO.
ora io non lo so a quale dei miei flatmates ho fatto qualche sgarro, ma niente sembra giustificare una tortura così tremenda alle mie (ex) preferite scarpette rosse.
non mi meraviglierei domani di trovare un orecchio del gatto di peluche dentro una busta con una richiesta di riscatto di 20 pounds.

e la salute, l'amore, il lavoro?
troppo difficile riassumere tutto in poche righe.
sono due giorni che sto facendo il plastico di un progetto, io da sola nella sala enormissima dei meeting, dove se sposto un attimo la sedia il rumore rimbomba per cinque minuti, senza contare che avevo imparato a fare i 3d apposta per non dovere mai più avere a che fare con polistirolo balsa e colla. i miei commenti sarebbero quindi falsati da questa frantumazione di coglioni che dura da due giorni.
voglio spendere solo una parola sul collega thomas, detto anche bumbulone, al quale stamattina ho chiesto aiuto quando autocad aveva deciso di nascondere per sempre tutte le barre degli strumenti esistenti nell'universo. mentre il capo aspettava il disegno picchiettando silenziosamente e altrettanto pericolosamente il piedino sulla moquette, thomas mi ha risposto "mh, don't know, weird" prima di rigirarsi velocemente verso il suo monitor.
nello studio a napoli si sarebbe aperto un forum sulla stranezza dell'oggetto computer, qualche malaparola, e qualcuno avrebbe probabilmente tentato di tirare fuori la piccerella dai guai. a londra no, però a fine mese ti pagano.

that's all for now.



p.s.
questo blog è così vecchio, e io non mi ci riconosco proprio più.
però è bello ritrovare tutti quanti qui, dove li avevo lasciati
di camilla, londra - 23:00 | link | commenti (3)