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#giovedì, 08 marzo 2007
winter leaves how fading nowe così siamo a marzo, il lavoro è completato e un altro inizierà a breve, aspetto indicazioni per l'ultimo esame, la tesi è in alto mare. non c'ho una mazza da fare. è proprio l'ultimo momento di pausa e poi inizierà il rush finale. ovviamente deve ricominciare tutto insieme, altrimenti come le faccio le nottate e le pile di panni sporchi sulla scrivania? sono inquieta e piena di speranze. ho l'impressione che la vita inizierà tra qualche mese. forse perchè ho preso questi 7, 8 anni come un lunghissimo periodo di preparazione a qualcosa, qualcosa che non sapevo cosa, ma che sarebbe stato importante e grande sì. anni con i genitori, di lotte per un'ora in più fuori casa, di spiegazioni e incomprensioni. di crisi a scadenze annuali, quando accumulare altro stress era un'impresa impossibile. basta con l'università, me ne vado via qualsiasi lavoro va bene, basta basta basta. la depressione scacciata via dagli impeti di orgoglio. anni di storie serie. le mie famose storie serie inziate con un entusiasmo famelico che ingoia ogni attimo e non lascia tregua a chi mi sta vicino. non sapere stare da sola. considerare "andarci piano" un'espressione che non mi appartiene, spendere l'entusiasmo tanto generosamente da consumarlo dopo poco tempo insieme all'emozione. aggrapparmi alle mie storie serie per resistere, facendo male. innamorarmi durante le mie storie serie, come se fossero stete soltanto uno sfondo di abitudine e la vita vera fosse fuori, facendo male. facendo molto male. e adesso che cerco di costruire un mondo solo mio, in colpevole ritardo rispetto agli altri, è più difficile che mai. è ora di sgranchire le gambe arrugginite, potrate troppo spesso in giro da gambe più pazienti. sono una mina vagante che esplode voglia di fare addosso a chi incontra, con un ingenuità da bambina e una fame da vecchia. siete tutti avvertiti. |