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#mercoledì, 21 febbraio 2007
stiamo qua, messi qua, ad aspettare la seradel fatto che non riesco più a godermi due giorni liberi, ne vogliamo parlare? mi sveglio alle 8 di sabato mattina e guardo la sveglia, ma la sveglia stamattina non c'è, che bello, si. continuo a svegliarmi a intervalli regolari fino a che non mi arriva una secchiata di ansia fredda in testa. e allora cominciamo questa bella giornata di relax. devo riempirla di cose, questa giornata di relax, per non incontrare con lo sguardo gli ultimi libri, dell'ultimo esame, che mi chiamano impietosi dall'angolino più misero della scrivania. per non vedere sul desktop l'iconcina sorridente del programma di rendering che ancora non ho imparato ad usare. per non cedere alla tentazione di dare due retinate a quel file del piano di recupero che devo consegnare a lavoro. per non pensare a quando dovrò avere il coraggio di fare le valige e scappare da questo quarto mondo e salutare tutti quanti. non mi resta che scegliere il solito film frequentato solo da cinquantenni, ma questa volta voglio strafare: in giapponese coi sottotitoli, nel cinema più radical chic del centro storico. tre ore di seconda guerra mondiale endovena e finalmente riesco a non pensare a nient'altro che non riguardi intestini spappolati e crani fracassati. aaaaaah. se solo non fossi povera ed esistessero più cinema radicalchic, le mie preoccupazioni sarebbero finite. del fatto che sono povera? probabilmente l'ultima volta che ho ricevuto un compenso dallo studio c'era ancora la lira. e siccome sono sadica e non è giusto che soffro da sola ho coinvolto in questo gioco allo sfinimento un amico dell'università. in realtà con l'unico scopo di usarlo come cane da presa quando avrò il coraggio di chiedere i soldi, adesso lo vedo seduto nel suo angolino buio dello studio a respirare nicotina e disegnare linee di intonaco ad libitum e mi sento un poco in colpa. ma penso a me e mi passa subito. archicapo dice che egli è gay perchè non mostra nessun segno di interesse verso la sottoscritta, ma lo dice ovviamente solo per adularmi con il viscido fine di farmi dimenticare la questione denaro. anche se le sue borsette LV mi solleticano qualche dubbio, mi muovo con cautela tra le battute perchè siamo in un campo minato: stiamo parlando pur sempre di architetti, e gli architetti in italia sono poveri sfigati e apparentemente gay perchè gli da un aria più chic e alla D&G. perchè quando mi sono iscritta in quella facoltà non esistevano blog di architetti depressi che mi mettessero in guardia, come oggi? la teconologia, la meteorologia e l'astrologia mi remano contro, ma mi restano sempre le puntate della terza serie di desperate housewives da scaricare. marcia cross, so che almeno tu non mi deluderai. #mercoledì, 14 febbraio 2007
la fase Zla fase Z è l'ultimo stadio dell'abbrutimento pre-esame. capelli sporchi attaccati con una matita fetente, vestiti sparsi dovunque perchè non si ha il tempo di rimetterli a posto e quando ti vesti non sai mai se puzzeranno o no. fogli pieni di scrittura veloce e incerta sparsi per terra. bottiglie d'acqua mezze vuote del giorno prima, calze che penzolano dall'anta dell'armadio aperta e gridano ti prego mettimi nel cassetto. concentrarsi per 15 minuti e immaginare scenari apocalittici del giorno dopo, musica bassa che se no disturba, controllare inspiegabilmente l'email a intervalli regolari e ipnotizzarsi davanti alle barre di emule. alzarsi senza sapere perchè e dove e cantare un pezzetto di canzone a squarciagola in un attimo di completo straniamento. ho preparato l'esame incubo in 20 giorni, tra nottate di lavoro e crisi sentimentali. 6 anni fa pensavo che quando sarei arrivata a studiare per quest'esame ce ne sarebbero voluti per lo meno il millemiluplo. quanto di meno me ne frega di tutto rispetto ad allora? eppure, ancora la fase Z per la penultima volta. ci saranno altre fasi Z, di sicuro, ma queste qua non mi mancheranno mai. se va, abbiamo convenuto tra noi compagnelle di studio, ci meritiamo un uicchend. franck se ne va a new york, marika torna a casa. io me ne vado a sangineto, tiè. la fase XXX. (AFMK) #giovedì, 08 febbraio 2007
le malattie del nuovo millennioqualcuno di voi, magari uno psicopatico aficionado, si ricorderà di me come di quella che un torrido agosto soffrì di quella tremenda e fastidiosa malattia che amavo chiamare palla a culo (fistole sacro coccigea ndr). ebbene da quando la famosa palla a culo divenne un triste ricordo non pensavo potesse capitarmi alcuna altra patologia non decrivibile senza ricorrere ai termini palla, culo, cazzo, pipì. se ogni volta che andate a fare la pipì sentite un odore di mastrolindo al limone non è, come voi presuntuosi pensate, merito del fatto che vi fate il bidet un minuto prima e l'altro pure con l'infasil consigliato dai ginecologi aogoi. non è merito del fatto che non mangiate asparagi e neanche del fatto che non bevete alcolici. no. probabilmente ci sono dei batteri che fanno festini e si accoppiano allegramente nella vostra vescica senza aver chiesto il permesso. probabilmente, invece, la pipì profumata (cistite ndr) vi è venuta perchè siete dei luridi punkabbestia che si siedono sui gabinetti degli intercity napoli cosenza, o perchè il vostro partVner se la fa di nascosto con qualche punkabbestia che si siede sui gabinetti degli intercity (e a quanto parre anche su di lui). a conclusione dei miei 10 minuti di pausa rispondo alla catenina di taqs: 1) prendete il libro a voi piùpprossimo 2) aprite a pagina 123 3) zompate con nonchalance le prime 5 righe e trascrivete le successive 3. [...] il baricentro della risultante degli sforzi di compressione è esattamente a b/4 dalla retta AA' mentre per la risultante degli sforzi di trazione ESSA si può con buona approssimazione supporre a b°/2 dalla stessa retta [...] e mo vediamo chi sta più 'nguaiata. se almeno imparassero a parlare l' italiano, ingegneri edili del cavolo. #lunedì, 05 febbraio 2007
ascolto elisa da mattina a sera e non me ne pento neancheper dirlo in poche parole, il concetto è questo: va tutto a puttane. il che non sarebbe neanche poi una tragedia se fossi un uomo, ma essendo io femmina il problema si pone con qualche accento problematico. arriva un giorno che all'improvviso non ti senti più la regina delle intelligenti, e quello che pensavi capitasse solo agli altri capita pure a te. che le persone più importanti ti assestano una coltellata proprio qui, all'altezza del fegato e tu che fai? gli porgi pure l'altro organo. per 25 anni avevi detto il contrario, ma vabbè. arriva un giorno che l'unico modo in cui puoi occupare i neuroni senza farti del male è ordinare i film nelle sale in base all' età degli spettatori, e scegliere quello con più alta concentrazione di 50enni senza prole al seguito. qualcuno dietro la macchina da presa decide di predere un coltello bello appuntito piantartelo nello stomaco all'altezza della spagna e girarlo piano piano per due ore (si, ho visto manuale d'amore), proprio affianco a quell'altro coltello piantato il giorno prima, all'altezza del fegato mi consolo studiando disperatamente il comportamento a flessione delle travi a doppio T senza capirci una ceppa di minchia, e ascolto le gratest hits di elisa senza ombra di pentimento. per la teoria del pendio della salita e della discesa da domani dovrebbe andare sempre meglio. volevo parlare degli alibi ma magari facciamo domani. |