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#lunedì, 29 gennaio 2007
bacelona, in love fore avere due buoni motivi per tornarci, con un biglietto di sola andata. ![]() ![]() #giovedì, 25 gennaio 2007
il zorno dei zorni la cosa che ho imparato in questi anni di schiavitù allo studio è che pare brutto consegnare un progetto se non ci fai sopra nemmeno una nottata. la nottata è abbrutimento, deperimento fisico, ma è soprattutto cameratismo. durante la nottata si smadonnano tutte le mamme e le zie degli strutturisti che non hanno ancora tolto quel pilastro dalla galleria, tutte le sorelle degli impiantisti che si sono ricordati di inserire le caldaie l'altro ieri, tutti coloro che sul progetto passarono, impallidirono e sparirono per sempre. tipo collegacida, che cambiò recapito telefonico un paio di settimane fa e, sospetto, anche identità. collegacida, se mi senti, in nome del leggendario odio che ci legò e ci spinse a sputarci nei rispettivi caffè, sai che ho dovuto lavorare anche sulle tue tavole? spero che non ti dispiaccia se ho messo le mani sui tuoi splendidi disegni e ho distrattamente cancellato il tuo nome dalla mascherina dei collaboratori. e, comunque, mammeta. adesso che mi sveglio, dopo 36 ore ininterrotte di lavoro e 12 ore di sonno, riconosco la luce, una bevanda diversa dal caffè, e l'aria che non è nicotinosa come la ricordavo. puntuali come l'influenza, i commenti di chi ti commisera e ti disapprova, di chi ti chiede quanto tempo hai sottratto al prossimo esame, di chi si fa beffa dei tuoi compensi. ma non rispondo. ho in mente solo un'immagine, chiara, di quella scrivania affianco alla finestrona da cui filtra la luce attraverso i palazzi di piazza borsa. e un sogno: tante altre nottate, con gli stessi architetti, tante altre tavole, con il nome di un progettista in più sopra. il zorno dei zorni, come mi sta suggerendo lucianino in questo momento. mentre aspetto il cadavere sulla riva del fiume, vado a fare una doccia chè mi sono ricordata da quanto tempo non mi lavo. tra poche ore volo a barcellona, sparisco di nuovo, ma per poco #giovedì, 11 gennaio 2007
napoli, metropolissono a fuorigrotta, napoli, inferno. ma oggi è una giornata particolare: qualcuno ha piantato 3 nuovi alberelli a largo lala, qualcuno ha pulito le scritte sui muri della stazione, qualcuno fa persino le multe alle auto in seconda fila. passano 11 auto blu, un vigile (un vigile, dico, a largo lala) dirige il traffico diligente. oggi è una giornata particolare, è il prodi day. e io in quanto napoletana un poco, ma solo un poco eh, mi sento presa per il culo. #giovedì, 04 gennaio 2007
dal manuale di sopravvivenza, capitolo Il'arte della rassegnazione (o dell'essere presente, ma poi mica tanto)
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