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#martedì, 28 novembre 2006
l'amicizia al tempo di sex and the city orfani di sex&thecity, gli appassionati della sindrome di peterpan firmata prada hanno a lungo cercato lo stesso cinismo e la stessa ironia fuori da manhattan, trovandoli - ironia della sorte - soltanto nella serie diametralmente opposta: le casalinghe disperate. io ho fatto il percorso inverso, innamorata delle casalinghe, mi sono buttata nelle single per riempire il buco delle repliche estive. ma ho fatto di più, ho visto sei serie - dico sei - in un paio di settimane. che, considerando 24 puntate a serie, fanno la media di un numero di puntate al giorno che non voglio neanche calcolare.ora, facendo finta che la dipendenza dalle serie televisive non costituisca un periocolo per la mia salute mentale, quello che mi chiedo è: ma carrie bradshaw è davvero tanto figa quanto pensiamo? insomma accantoniamo la questione uomini per un attimo, la morale di sex&thecity è che ci può accadere qualsiasi cosa, niente ci scalfirà finchè avremo con noi le nostre amiche. la qual cosa sarebbe davvero commovente e invidiabile se non fosse per un piccolo particolare. carrie e le sue amiche fanno continui monologhi, chiacchierano davanti a un' insalata da 20 dollari ma ognuna di loro risponde all'altra ponendo al centro dell'attenzione solo se stessa. carrie parla e parla e parla di mr big ma nessuna di loro comprende la sua ossessione, nessuna di loro la mette in guardia dagli errori madornali che sta facendo. una pensa dell'altra che è una sfigata bigotta, questa a sua volta pensa dell'altra che è una vrenzola indicibile e così via. e non se lo dicono (quasi) mai. però le amiche, cazzo, le amiche sì che sono importanti. carrie si fida talmente dell'opinione delle sue amiche che preferisce fare le domande importanti alla rubrica di un quotidiano. ecco io se avessi delle amiche tanto importanti da rendere tutto il resto passabile, non sarebbero così. se avessi delle amiche tanto speciali da valere 20 dollari di insalata al giorno mi permetterebbero di sbagliare, ma non fino a farmi così male. se avessi delle amiche di cui andare fiera non lascerebbero che un uomo condizionasse il loro cervello fino a lobotomizzarle. e poi, se avessi delle amiche, non spenderebbero 500 dollari per un paio di scarpe, ma questa è un'altra storia. e pensando a tutte queste cose mi sono resa conto che l'amicizia non è poi così tanto meno complicata delle relazioni d'amore. che non si diventa amici così per caso ma ci si sceglie, proprio come si sceglie un fidanzato. che si può essere amiche se si hanno opinioni differenti, ma non se si ha un cervello piccolo così. che bisogna raggiungere dei compromessi, proprio come nell'amore, e come nell'amore bisogna saper perdonare e tutte quelle cose là. io se dovessi esprimere un desiderio vorrei incontrare un'amica, non come quelle di carrie bradshaw anche perchè non potremmo andare a vrenzoleggiare in giro dai cinesi a comprare le pezze. una che mi avrebbe accompagnato a milano quando a 20 anni ho preso un treno di notte da sola. una che non dovrei dimenticare di chiamare. domani me ne vado di nuovo a milano, questa volta con qualche anno di più, e con un bel passaggio in auto del fidanzato lanciato verso le alte vette dell'imprenditoria. mentre lui lavorerà farò un pò come carrie nell'ultima puntata a parigi, mangerò dolcetti e fumerò tutto il giorno pensando a quanto lui è impegnato e a quanto io mi senta inutile. (il fatto che lo stia programmando è di per sè terrorizzante) #venerdì, 17 novembre 2006
no no e nooggi a tavola mio padre ha detto proprio ciò che avevo bisogno di sentirmi dire: anticiperanno l'acquisto della telecamera nuova in occasione della mia prossima laurea. sentivo proprio la necessità di ingigantire ancora di più le mie ansie da prestazione universitarie, non c'è che dire. il lato positivo è che hanno finalmente realizzato, dopo sette anni, il motivo per cui la mattina uscivo di casa: non era per andare a buttare la spazzatura, non era per andare a comprare scarpe nuove, non era per andare a frequentare un corso di yoga: la mattina io andavo all'università. meglio tardi che mai, il prossimo traguardo sarà fargli capire in cosa mi sono laureata e sperare che non abbiano un attacco di panico. (la telecamera no no e no) e poi all'improvviso senti per caso "le cose che abbiamo in comune" alla radio e ti torna in mente quando c'era chi ti apostrofava "4850", e ti tornano in mente un sacco di altre cose che diceva. e all'improvviso capisci il motivo per il quale non hai sentito nessun bisogno di nasconderti come una ladra. tu. #venerdì, 10 novembre 2006
meglio che al parco giochi
#lunedì, 06 novembre 2006
baglioni e lo scongelamento l'ultima volta che avevo sentito la voce di baglioni risaliva alla quarta ginnasio, tante gonne lunghe, borse sdrucite e delusioni esistenziali fa. lui non s'era manco fatto il lifting e probabilmente portava ancora i capelli ricci e gonfi come un cantante raggae. mamma cantava poster mentre puliva il bagno e io registravo amore bello dalla radio mentre scrivevo letterine d'amore mai consegnate ad un fidanzato che ignorava di esserlo.poi, all'epoca della contestazione, insieme ai reggiseni e ai cerchietti per i capelli (chi non se li ricorda, vecchie canaglie appuntite) bruciammo i nastri di baglioni, morandi, barbarossa, venditti, zero, e battisti si salvò in corner perchè era appena passato a miglior vita. quando all'università tutto ciò che era di sinistra dovette sembrarci molto figo, gli unici italiani che resistettero aggrappati unghie e denti furono guccini e de gregori, e le sue foto in cui sorrideva e non guardava, che si potevano sempre rispolverare quando la conversazione si impantanava. parecchio tempo dopo mi sorpresi a cantare a memoria avrai nella macchina di cognatomaranese, e a scoprirne parole e immagini che mai a tredici anni avevo immaginato esserci. con ancora più grande sorpresa notai collegaacida sbrinare gli occhiali e canticchiare quello stesso mp3 che avevo poi scaricato, e che per chissà quale motivo era saltato nella serissima playlist work. non osai sfidare la sorte cercando di capire quale prodigio della musica leggera aveva permesso lo scongelamento di collegaacida. fatto sta che dopo quel giorno mi ha addirittura insegnato un comando di autocad per i retini eccezziunale veramente, e senza neanche chiedere denaro in cambio. ecco perchè mi sembrò una buona idea comprare due biglietti per il concerto di caludio baglioni dell'altro ieri, e trascinarla a mangiarsi un emozione insieme a me e ai quattrocento cugini di cognatomaranese. stamattina, mentre pulisco il cesso con mastrolindo bagno e igiene che mamma dice che fa portenti ma a me sembra solo un'altro detersivo per il cesso, accendo il mediaplayer e metto su avrai. questa volta è mamma, seduta a letto nell'altra stanza, che mi sente cantare da lontano avrai ricordi ombrelli e chiavi da scordaree. e chissà che cosa pensa intanto. |