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*ESAME DI STATO*

#lunedì, 30 ottobre 2006
another winter day has come / and gone away / and even Paris and Rome / and I wanna go home

napoli che è novembre e ancora cammini per la città senza calzamaglie.
napoli seduta sulla fontana di via monteoliveto, a ora di pranzo, insieme ai soliti dieci studenti di architettura e alle pizzette del zuzzuso all’angolo. i tedeschi che ci guardano dal secondo piano del city-sightseeing e devono trovarci certamente molto poetici, e anche un po’ boemièn. la voce gallina della Signora delle pizzette che urla stann ascenn e gli ingegneri in giacca sudati con la borsa di pelle che gli hanno regalato alla laurea, ordinati, ad aspettare la benedizione del pranzo.
l’impiegata della biblioteca a giocare al solitario, ma il libro di estimo non ancora, perché la pausa finisce alle due. napoli la città dell’ora di pausa.
le mezz’ore che passano seduta sulle scale, nascosta agli sguardi per tirare fuori il portatile e scrivere, chè si vabbè la metropoli e l’iuniversità, ma siamo sempre a napoli. dove se tiri fuori il computer in metropolitana tutti si girano e ti guardano come un incontro ravvicinato del terzo tipo, e le foto sotto alla stazione ai mosaici di mendini non si può farle, ma dieci metri sopra la tua testa la gente infila i fiori tra le saracinesche dell’edicolante fatto fuori il mese scorso.
napoli che conosco a questo conosco a quello, e ti faccio avere io, me lo vedo io, non ti preoccupare. il giro dei baroni, le sette dei soliti noti, i favori reciproci, le assunzioni, gli sconti speciali, i soldi che girano dappertutto e si riproducono malati nell’orgia dei figli di.
napoli è la gente sveglia, come solo qua, con gli occhi che si muovono veloci perché ti capisce prima che parli, o ti sta per rubare il cellulare.
la città che ti sputa fuori alla prima occasione, che si concede puttana ai turisti alle banche all’odore di fritto mc chicken deluxe, e ti regala un biglietto di solo andata per quindici fermate e un chilometro dalla vita.

io che dico un minuto si e l’altro pure che me ne voglio andare via da qui, che schifo la terra che calpesto e poi mi viene il magone per tre giorni grigi a venezia, e sorrido come una scema mentre il sole tramonta a piazza dante.
di camilla, diario - 17:38 | link | commenti (27)


#giovedì, 26 ottobre 2006
push the button

stamattina in biblioteca una matricola postriformista mi ha chiesto come fare una fotocopia.
"in che senso?"
"nel senso.. che cosa devo premere.. A4, A3, o questo qua grande?" mi ha risposto.

almeno noi le fotocopie le sapevamo fare, quando tutto era perso avevamo un futuro nell'attività eliografica.
di camilla, unipersità - 14:01 | link | commenti (12)


#martedì, 24 ottobre 2006
c'è un mare di velluto ed una palma e tu che sogni di fuggire via










1
torno da venezia infreddolita e intristita, con i capelli crespi dell'umido appiccicoso dei canali, i piedi gonfi dell'arsenale e dei giardini della biennale, gli occhi pieni di colori, ma di idee poche, e le uniche che mi ispirano risalgono a 70 anni fa. appendo la sciarpetta da architetto in trasferta, rimetto la maglietta di cotone, e decido che venezia sì, ma una volta ogni due anni basta e avanza
2 torno da venezia con due chili in più per le sei ore in vineria e le bruschette alla crema di baccalà
3 torno da venezia e trovo per la prima volta il modo di comunicare con la collega acida: mi converto al claudiobaglionismo per canticchiare con lei invece che scambiarci acidità gratuite e nascondere i blocchi di autocad che non vogliamo passarci
4 torno da venezia ed eleggiamo "avrai" a inno dello studio
5 torno da venezia e le facce da funerale a lavoro mi spiegano che sono le facce di chi non ha i soldi per pagarti a fine mese ("avrai"). mi guardo allo specchio e riconosco per la prima volta quella rughetta al centro della fronte. realizzo che ricorderò sempre che oggi è il giorno che è apparsa
6 torno da venezia e voglio fare la tosta, ma mi mancavano persone, classiche e inaspettate
7 torno da venezia e avevo telefonato ad un amico per il suo compleanno per la prima volta. ma forse era anche l'ultima
di camilla, diario, trasferte - 18:49 | link | commenti (6)


biennale RANDOM

di camilla, diario, trasferte - 18:44 | link | commenti (3)


#domenica, 15 ottobre 2006
BAD://Bad.Architecture.and.Design



(nuova rubrica dedicata alle cose brutte viste in giro, ispirata dall'oggetto gialliforme che vedete su immortalato)
questo mostriciattolo non identificato dovrebbe funzionare da cestino per l'immondizia. come è evidenziato dalle immagini - che perlarlo ritraggono un pelo di coscia di notevole livello appartente a mio fratello - svuotare un piatto in quel cestino è un operazione contrassegnata da livello di difficoltà massimo, roba che se mantieni la forchetta con una mano, ti metti il piatto sotto la coscia e il coperchio tra l'infradito e il piede pure ti vanno a finire tutte le bucce di percoca per terra.
tutto questa scomodità per assencondare le velleità da vaso cinese travestito da uovo di pasqua dell'oggetto in questione.
diciamo un forte NO al malvagio cestino dell' immondizia finto alessi di casa mia, e firmiamo la petizione per il reintegro immediato del caro vecchio bidoncino con pedale.
di camilla, bad - 23:39 | link | commenti (17)


#giovedì, 12 ottobre 2006
MENO TRE =)
di camilla, diario, unipersità - 18:02 | link | commenti (30)


#mercoledì, 11 ottobre 2006
la domanda del giorno

quando gridiamo aiuto senza parlare, chi dovrebbe correre in nostro soccorso?
e, soprattutto, abbiamo il diritto di pretendere che qualcuno corra senza averglielo chiesto?
di camilla, massimisistemi - 18:16 | link | commenti (11)


#lunedì, 09 ottobre 2006
il primo giorno di lavoro dell’anno lavorativo 2006/2007

il primo giorno di lavoro dell’anno lavorativo 2006/2007 sono arrivata con un quarto d’ora di ritardo e ho trovato lo studio che sembrava il set dell’alba del giorno dopo, solo senza la bomba atomica. giusto in tempo per evitare che lo sconforto, la solitudine e i casabella del 79 prendessero possesso di me, l’archicapo ha varcato la soglia di ingresso con un fascio di tavole A0 di cinquanta chili e la faccia di uno che pensa: nun tengo genio ‘e fa niente. il tremendo sospetto che sarebbe stata un’altra giornata di braccia rubate all’agricoltura, si è tramutato in certezza pochi minuti dopo: al grido di battaglia c’è sempre tempo al mondo per correggere le tavole A0, ha infatti deciso che la missione di oggi era renderlo un uomo e un fotografo realizzato grazie al possesso di un account flickr. due caffè e tre sigarette scroccatemi dopo, eravamo ancora lì, a navigare tra gli album dei miei contatti, commentando le tette di questa o quella, e le foto compromettenti che mi fa il fidanzato. inutili sono stati i miei tentativi di riacquistare una parvenza di dignità commentando il tempo o l’ottima qualità di stampa dell’hp 1100 series. non contento dell’umiliazione infertami, ha deciso di snobbare ampiamente le mie fotografie per concentrarsi senza ritegno su quelle di uno a caso dei miei contatti di flickr. alle 13:25, parecchie calze colorate a righe dopo, sono riuscita a divincolarmi dai tentativi di scucirmi il suo numero di telefono, e tornare a casa a studiare le mie amate lampadine a vapori di mercurio ad alta pressione.
di camilla, diario, work - 18:25 | link | commenti (15)


#giovedì, 05 ottobre 2006
sono le tagliatelle di nonna pina




non posso lasciarla un giorno da sola a casa.
di camilla, diario, strip - 16:05 | link | commenti (24)


#lunedì, 02 ottobre 2006
ricominciamoooooo

sabato

hai voglia a dire che devi evitare la notte bianca. la notte bianca ti inghiotte, è come un cancro che si estende piano piano dal centro a tutti i quartieri periferici e prima o poi ti becca ovunque ti trovi e ti inchioda a vedere antonio onorato e joe amoruso dal vivo per la quinta volta. che per carità sono due personcine a modo, ma li ritrovo dappertutto (secondo me stanno pure domani alla sagra del puorco arrustuto a san giorgio a cremano) e suonano sempre le stesse tre canzoni.
aborro la notte bianca, gli autobus che scoppiano di adolescenti sudati del paese che vedono napoli per la prima volta, i bambini piccoli che piangono perchè vogliono andare a dormire e le mamme che alluccano con le panze da fuori e i palloncini all'elio che volano via, addormentarsi alle quattro e svegliarsi tardi ancora col sapore acido dell'alcool in bocca.
standing ovation per questo signore qua, non ancora tanto famoso, perchè "come dice la moglie di fassino al marito mentre fanno l'amore, se sta facenn l'oss".
ecco a parte questo a me è sembrato, come ho letto da qualche altra parte, che la notte bianca stesse segnando un anno. che l'anno scorso alla notte bianca. che adesso non più.
la notte bianca come bandierina sulla carta, la notte bianca sta ceppa.

lunedì
(ci siamo persi la domenica, ci scusiamo per l'interruzione, il servizio riprenderà il più presto possibile)
stamattina sono andata a lavorare col mio yogurt nella borsa, perchè la telefonata aveva detto proprio "lunedì si torna a lavorare". e invece ho fatto una riunione con gli archicapi di 14 minuti nei quali ci hanno informato che si comincia la settimana prossima.
una mezza notte insonne, 25 minuti di auto, 1 euro e 10 cent di parcheggio, 35 minuti di metropolitana, 15 minuti a piedi per il centro storico. andata e ritorno. 14 minuti per comunicare una decisione già presa. perchè a noi a napoli il telefono ci pare un mezzo di comunicazione freddo assai. l'email non ne parliamo proprio. ci piace il contatto umano, o ccafè e la sigaretta.
a noi la rivoluzione telematica ci fa una pippa.
di camilla, diario - 23:48 | link | commenti (11)