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#giovedì, 28 settembre 2006
slinding doors dei poveri![]() p.s. da lunedì camilla_lo torna a lavoro, le manifestazioni di giubilo si sprecano, a mugnano sono già pronti i fuochi d'artificio per la veglia di ringraziamento di domenica notte (altro che notte bianca). la commozione è tanta che si accettano anche i commenti di vrenzole isteriche e verdummari incapaci con l'html. olè. #lunedì, 25 settembre 2006
invento quei coloriche io questa settimana sono andata praticamente sempre al cinema (perchè è evidente che non c'ho un cazzo da fare) e potevo scrivere un sacco di cavolate su almeno altri quattro film, ma ve le ho risparmiate, sia chiaro. solo non andate a vedere profumo, storia di un assassino perchè il vostro amore per il cinema potrebbe uscirne seriamente compromesso, devo dirvelo. ho conosciuto un pò di persone, alcune le ho soltanto conosciute meglio, e con mia grande sorpresa si sono tutte rivelate degne di attenzione. di quell'attenzione che meritano le persone interessanti e che ti emozionano, che ti fanno venir voglia di fare le cose e poi di raccontarle. ora, raccontarle già diventa un pò più complicato in questo covo di spie, fratelli impiccioni, e lavandaie che è diventato il mio blog, ma basti sapere che incredibilmente è stato sfondato uno dei baluardi del pensiero della sottoscritta: le donne non sono tutte insignificanti. attenzione potrei pentirmi di questa affermazione e potrebbe autodistruggersi tra dieci secondi. certo ancora credo che poche donne potranno mai fregiarsi di una qualifica, che so, di architetto o che altro, senza essere mogli, figli o sorelle di. la seconda verità rivelata di questa settimana è: le cose piacevoli sono sempre pericolose. mangiare la nutella a cucchiaiate sfonda i jeans. fare sesso selvaggio senza precauzioni porta dritti dritti in clinica. vedere cinque puntate di lost di seguito fa slittare la data dell'esame. fumare le canne ti fa vedere il cielo stellato in una stanza. e cose così. se ne trovate una innoc(q?)ua fatemelo sapere. #martedì, 19 settembre 2006
il cinematografo frienno magnanno: superman returns trama: lois lane si fa mettere incinta da superman, e quando lui torna dalle galassie sconfinate la ritrova sposata e, come se non bastasse, che spaccia il piccolo supererede per figlio del redattore capo. il quale, quando lo intuisce, manco la manda a fanculo.in un mondo dove i test di paternità sono un optional e le tutine attillate di raso blu considerate un abbigliamento da figo, niente più è in grado di stupirci, neanche gli strabilianti effetti speciali che troneggiano dalla sigla ai titoli di coda. ovviamente il più affascinante non è superman ma kevin spacey. alzi la mano chi di noi alla sua domanda: dimmi quello che voglio sentire non ha risposto tra sè e sè: togliti quella parrucca tesoro, che ti mostro io i veri abissi di kripton. visione sconsigliata per gli insofferenti ai marmocchi in sala. i'm more than a bird i’m more than a plane more than some pretty face beside a train It’s not easy to be me. #lunedì, 18 settembre 2006
massima della seratail blog è quella cosa che quando sei felice pensi: macchissenefrega del blog #giovedì, 14 settembre 2006
il cinematografo frienno magnanno: la stella che non c'è trama: niente, praticamente la storia di uno che per aggiustare una scassarola di altoforno senza che nessuno gliel'ha chiesto si fa un viaggio fino a dentro la cina più cina che c'è, tutto di tasca sua.solo che questo pazzo con l'accento un pò buzzurro è sergio castellitto, e in un primo piano lungo cinque minuti che non stacca mai gli si iniziano a inumidire gli occhi e le rughe gli diventano smorfie di pianto e le lacrime cominciano a scendergli dagli occhi. ora uno così, io non me ne intendo gran che, ma penso che sia un attore. è stato così garbato ed emozionante, senza mai essere sentimentale, che anche il fidanzato esterofilo ha dovuto ammettere di aver amato un film italiano. io, che me ne intendo sempre poco, penso che quando gli italiani sanno fare un film così, ecco, gli americani un film così non lo possono mai fare. #lunedì, 11 settembre 2006
il giorno dentro l'onda. oh, yeah mi sono lamentata talmente tanto a luglio che il lavoro e che le 12 ore consecutive e poi tornare e studiare e l'esame e gnippete e gnappe che ora il signore mi sta punendo facendomi marcire in questa villetta della periferia maledetta circondata da falò di monnezza, auchan e leroy merlin, non so più da quando tempo. non lavorare mi deprime a tal punto che a volte fantastico davanti allo schermo nero di autocad di avere una bella lista di quelle pesanti di modifiche da fare, sogno tutte quelle belle "x" colorate che spuntano a lato delle modifiche fatte, le scritte "domani", "solo se c'è tempo" che si sovrappongono l'una all'altra nel casino generale delle scritte forsennate. la dolce sensazione di poter dire al fidanzato "scusami sto lavorando, ti chiamo più tardi". invece che dedicare tutto il tempo guadagnato della mia inutile vita a studiare, adesso studio se possibile ancora di meno di prima. che studio a fare se non ho un lavoro? non voglio finire come le mie colleghe racchie già laureate a casa a distribuire confetti rossi e farsi mettere incinte. niente pezzo di carta appeso alla mia parete prima di avere 7 tailleur nell'armadio da abbinare a borse fighe per andare a frustare gli operai sul cantiere. se ci metti che sto preparando un esame di quelli che ti scegli tu, e se ci metti che quattro anni fa mi sono scelta come complementare un esame di fisica degli impianti tecnici e illuminotecnica invece che cazzulandia architettonica ecco che iniziano a girarmi un pò i coglioni. ma che avevo in testa quattro anni fa? l'idealista delle mie pantofole che voleva sapere tutto di tutto non pensava alla studentessa scamazzata che sarei diventata a due passi dalla laurea? avrebbero dovuto privarmi del libero arbitrio. a questo si aggiunge: punto a photoshop che gli manca un file e non vuole funzionare, e non lo disinstallo perchè poi si deve fare il crack e io odio il crack, e non lo voglio chiedere al fidanzato perchè poi dice "vedi, che ci vuole?" copia un file da una parte lo mette da un'altra parte cambia la data all'anno 2003 grida bimbumbam preme due volte invio e funziona. punto b i commenti ai post che appaiono e scompaiono (ma si possono editare? non si editavano, cribbio). punto c la nuova pettinatura di paolo bonolis che prima c'avevano la fila a lato in quel modo solo lui e claudio lippi e ora c'hanno le mesh di quel colore solo lui e milly carlucci e la cosa, date le circostanze che rendono la suddetta anche lei architetta, mi disturba non poco. #venerdì, 08 settembre 2006
rallentamenti a tratti per sfuggire al tasso di umidità 98%, alla cena di domani coi colleghi impiegati statali dei miei, all'ici, l'iva, i codici fiscali e i buoni pasto, mi imbarco nella salerno-reggiocalabria.sono proprio disperata #lunedì, 04 settembre 2006
l'eterna lottapiù della infinita alternanza tra giorno e notte più della inesorabile differenza tra uomo e donna più della terribile guerra tra bene e male l'eterna lotta tra il chiattillo e il tamarro divide da tempo immemore l'umanità in due categorie comportamentali inconciliabili ed a tutta una serie di sfumature intermedie facenti capo all'una o all'altra. schierarsi è d'obbligo. in questa sede vorrei spezzare una lancia in (fronte, no) favore del tanto vituperato tamarro, evidenziando le insospettabili anologie tra le due categorie in questione. punto uno. i chiattilli e i tamarri si muovono entrambi in branchi di dimensioni più o meno larghe, entrambi guidano le loro smart blu e arancioni con la stessa soddisfazione, entrambi portano a spasso la loro abbronzatura definitiva 12/12 mesi compreso bisestili con la stessa nonchalance, entrambi indossano le loro cinture in coccodrillo e borchie dorate D&G con lo stesso autocompiacimento e la stessa ritrosia a farsi notare. essendo tali oggetti di unan1me culto, nella maggior parte dei casi, di una bruttezza disarmante, a favore del tamarro c'è da dire che egli ha risparmiato per la sua borsa louis vuitton con le ciliege e il suo jeans con la scritta rich circa 400 euro sulle bancarelle di via roma ed ha quindi diritto a qualche uscita bonus che ci porta subito al punto due. i chiattilli e i tamarri frequentano gli stessi luoghi chic variabili di stagione in stagione, la lista dei quali è consultabile su glamour, vanity fair, cosmopolitan. essi amano trascorrere i sabato notte in locali striminziti a fare commenti sugli ultimi sconcertanti risvolti del grande fratello, vanno in vacanza a mikonos, ibiza e formentera (talvolta ponza). ma se il chiattillo va incontro all'alba saltando da un locale all'altro, il tamarro ama sautare la notte che se ne va al fianco della classica impepata di cozze coi crostini di pane e vino rosso delle 4:30 a.m. punto tre. i chiattilli e i tamarri posseggono un blog (mentre il chiattilo possiede uno spazio web tutto suo o si installa su piattaforme di nicchia tipo blogger, iobloggo o livejournal, il tamarro ama seminare i prati di msn dei suoi aforismi, dei suoi k, cmq, xò e delle sue foto del concerto di gigi d'alessio). tuttavia il tamarro è famoso per il suo semianalfabetismo mentre il chiattillo legge. legge il codice da vinci, i love shopping, 3msoprailcielo, la notte dei blogger. (...) CVD #domenica, 03 settembre 2006
a cosa servono le guepiere...![]() ... da quando hanno inventato le adidas rosa? |