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*ESAME DI STATO*

#giovedì, 31 agosto 2006
e arrossisci un pò
ma non vuoi più mandarmi via


da QUANTI mesi questa strofa squarcia i miei sogni?
cosa è cambiato da allora?
il momento preciso per il quale sembrava stata scritta (se fosse stato vero, se non fosse stato soltanto un grande inganno) si ripete notte dopo notte con variazioni prive di importanza. si alza l'ansia, mi affondano i sensi di colpa, il risveglio è tempestato dalla vergogna.
la rabbia (enorme un tempo, ormai solo una sfumatura) di aver sopportato, per una scelta incomprensibile a me stessa, il peso di tutte le colpe senza fiatarle, senza mettere nero su bianco le lordure che ho letto, letto, letto, visto.
la prima vera volta che odi, più della prima che ami, non te la scordi mai. l'odio ti accompagna sempre, si insinua qua e là nei pensiei e si trasforma in sospetto, malafede, indifferenza, insofferenza verso chi non se li merita. ti inaridisce.
e poi.. poi resta lì, addormentato, anche quando le cose belle ti capitano e non le avevi chieste. quando arriva la principessa martina, ti prende per mano e ti convince a fare le cose che vorresti ma sei stanca. che sorride quando è stanca e ti ascolta con attenzione senza dimenticare quello che hai detto. che ti racconta il film di moretti rovinandoti il finale e ti regala un libro bello scritto da una donna, per convincerti che non sono tutte provinciali, invidiose e prive di opinioni, come le hai conosciute tu. e quando ci stai per credere se ne scappa via, a barcellona, a costruire un castello di sogni.
lei che di coraggio ce n'ha più di te.
ora che le giornate inizieranno ad accorciarsi e tutto torna al punto di partenza ti domandi che cosa rimane di questi mesi. forse il lavoro, quello sì, perchè le nottate all'insegna di autocad non possono finire con un buco nell'acqua.
le relazioni, se sarai brava a preservarle.
ma la voglia più grande è quella di conoscere persone interessanti, conivolgenti, con l'anima. di quelle che ti fanno ridere, ma anche arrabbiare, che escono la sera per una birra, ma che ti raggiungono a lavoro per un caffè, delle quali ti ricordi mentre stai ascoltando una canzone o leggendo un libro, che non credono nella loro onniscienza, non hanno paura di raccontare e desiderano nuovi racconti. persone che ti emozionano.
le persone di cui la società occidentale ha tanta penuria, come dice houllebecq. ma questa è un'altra storia, un altro amore.
di camilla, massimisistemi - 20:55 | link | commenti (6)