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#mercoledì, 18 gennaio 2006
il cinematofono
#sabato, 14 gennaio 2006
un volto a gennaio 2006![]() #mercoledì, 11 gennaio 2006
tutti quelli che partono tornano chiariamo subito una cosa: non sono stata a perugia, ma al polo nord. altrimenti come si può definire un posto dove non puoi uscire di casa con le tue belle calze colorate senza rischiare un congelamento ai polpacci? polo nord.ecco quindi un problema con il quale non avevo fatto i conti nei miei sogni di fuga: il comgelamento ai polpacci. il weekend è filato via liscio e velocissimo: superfluo sottolineare le meraviglie dell'umbria, regione dove ogni sputo è ingentilito dalla cura e dalla manutenzione di uno skyline medievale imbalsamato tanto quanto basta per non sembrarlo. ah, si mangia da dio, in umbria: pasta callosa ancora gialla di farina e uova, vino nero, e funghi come meloni, e olio, a fiumi. il fidanzato mi ha regalato un altro di quei completini da bimba sexy e innocente che tanto non mi donano, io che sono femmina fatale nell'anima. appendo le autoreggenti al chiodo, ma in compenso posseggo una culotte con pinguini stampati a brillantini e una canottierina con tanti fiorellini rosa pesca che non sono niente male. sono a metà della mia prima vera settimana di lavoro, il lavoro che mi ha trapiantato definitivamente e inesorabilmente al vomero: proprio io, che ero femmina di centro storico (oltre che fatale) ho dovuto capitolare dinanzi ai saldi di promod e all'apertura 24h su 24 di fnac. ho scelto il mio sottopassaggio preferito della metropolitana di piazza vanvitelli e ora uso sempre quello, affinchè il mio bisogno di certezze nella vita sia completamente appagato da questo quotidiano gesto ed eviti di rompere le palle altrove. ogni mattina prendo via scarlatti e guardo in fondo in fondo, dove gira via cilea, e penso che se non ci fosse quell'orribile palazzo arancione che chiude il fondale addirittura vedremmo il mare laggiù. allora per dispetto prendo la strada a lato e scendo di fianco al villino liberty che sta in ristrutturazione, chè non si sa mai becco un operaio che sistema gli stucchi, o una finestra finalmente aperta a vedere l'interno. ritorno sulla strada principale e imbocco il vicoletto, dove mi fermo a comprare al tabacchi l'essenziale alla sopravvivenza in uno studio di architettura dove non è prevista neanche la pausa pipì e se ti distrai è già sera e non hai neanche fatto colazione. nella strada che dal portone conduce al villino - umile dimora dell'archicapo#4 - finalmente il mare si vede davvero. metto le mani in tasca, chè il freddo sale dapertutto, e cammino piano - perchè questo momento me lo voglio godere - con un gruppetto di gatti al seguito. #venerdì, 06 gennaio 2006
tutti quelli che partonoscappano #giovedì, 05 gennaio 2006
la saga continua
#mercoledì, 04 gennaio 2006
più cazzima nella blogosfera
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