camilla
italianpsycho
rafele
taqs
ciro
raffaella
jo
'o verdummaro
tarè
camee
gnegnet
kekkoz
kekule
laclauz
davide
eriadan
designerblog
 
01.Santa Precaria
02.Tutto per una ragazza
03.cambridge english grammar in use
bad
cinematografo
colonne sonore
diario
londra
massimisistemi
strip
trasferte
unipersità
work
oggi
ottobre 2009
dicembre 2008
novembre 2008
settembre 2008
aprile 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
maggio 2006
aprile 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004

*ESAME DI STATO*

#giovedì, 29 dicembre 2005
in un angolo della mia mente continuo a


ultimo post dell'anno, tempo di bilanci.
vi scrivo dalla tastiera morbida e silenziosa di questo splendido portatile: widescreen lucido 17", antialiasing sui font perchè tanto qui si corre, niente economia, mary beth in sottofondo, silenzio. che lusso.
dare un senso al luogo comune che le cose desiderate sono più belle: fatto.
e no, nonostante questo splendido oggetto mi stia mettendo a dura prova, non sto diventando una feticista delle cose. non comprerò un ipod rosa e non pubblicherò le foto del contenuto della mia borsetta su questo blog. continuerò a prestare libri che non saranno mai restituiti, continuerò a scarabbocchiarci su, a non collezionare.
ho cercato la pace quest'anno, e ho dovuto violentarmi perchè in realtà io odio la pace, questo lo so. ma la tregua mi ha permesso di costruire cose i cui frutti sto raccogliendo solo ora; e mi fa sorridere di compiacimento rendermi conto volta per volta di non averlo previsto.
mancano pochi esami e dico a tutti che tra un anno sarò laureata: probabilmente non sarà così, ma la cifra tonda pare che rassicuri sia me che gli altri.
ho lavorato tantissimo, ho messo piede in studi di architettura di cui avevo sentito solo raccontare. e oggi sono stata assunta - così mi ha preso in giro l'architetto - per qualche mese... questo significa che avrò per qualche mese una sottospecie di indipendenza economica. sono soddisfatta, e lo dico senza presunzione, ho dato veramente tanto e ho scelto la strada più difficile, quella onesta: sono fiera di me.
lo stesso non vale per  l'evoluzione del mio equilibrio caratteriale. sono sempre più incazzosa e lunatica, non faccio molto per aiutare le persone a volermi bene, non riesco a gestire le situazioni senza coinvolgere gli altri, continuo a vivere ansie passate. a questo riguardo, il mio proposito imminente per l'anno nuovo è quello di ammazzare una volta e buona il mio fantasmino del passato. al diavolo. andasse ad autodistruggersi e inaridirsi sulla strada che ha intrapreso. probabilmente l'ho sempre sopravvalutato.
e infine, l'ultimo mio pensiero dell'anno agonizzante va alle donne, l'intera categoria: care mie, avete/abbiamo perso. guardatevi intorno, sentitevi parlare, leggetevi. vi riempite la bocca di luoghi comuni femministi del cazzo, non avete un pensiero originale che non sia il riflesso della sudditanza psicologica dei vostri uomini. non siete più forti, non siete più profonde. siete disarmanti. siete patetiche quando rincorrete il matrimonio come risoluzione di tutti i mali, fate schifo quando accalappiate il tizio che vi regalerà la posizione che volevate, il posto che non avete conquistato con le vostre forze.
piuttosto che così mi faccio impiantare un pisello di gomma.


baci sotto il vischio, cari bloggettari ;)
di camilla, diario - 22:32 | link | commenti (9)


#martedì, 20 dicembre 2005

grazie, fnac .

stasera c'erano i negramaro al palapartenope e me li sono persi, così, per penitenza, metto in repeat ogni mio istante fino all'una e vado a dormire tranquilla.
ho cancellato un altro esame dalla lista, se non si fosse notato. è stato ieri, indolore, durato poco, neanche il tempo di pensarci che sono dovuta correre allo studio dell'architetto psicopatico (egli è una new entry nella mia vita, che mi astengo dal gudicare prima che siano trascorsi i termini legali senza essere pagata. di lui posso dire che mi ha chiesto circa venti volte se il giorno dopo ero libera, e che dopo avergli preparato l'ennesimo caffè con schiumetta mi ha chiesto se ero capace di fare il caffè e di andargliene a preparare uno). è un simpatico psicopatico (si lo so che sono fuori parentesi ma mi ha preso di parlare di lui e tant'è), uno di quelli che ruba le sigarette dai pacchetti delle collaboratrici e scende per comprare le lampadine e torna carico di kinder bueno e senza lampadine. ha un gatto magnifico che chiama giotto e che gli cammina sui fogli A1 mentre disegna, progetta cose che è soddisfatto di progettare e la cosa mi riempirebbe di gioia, se non fosse che non c'è metodo più diverso dal suo di quello che sogno di avere: se l'architettura fosse divisa perfettamente a metà, lui sarebbe il capo dello schieramento di quelli che antepongono il disegno pulito alla vivibilità dello spazio.
l'altra mattina l'ho trovato in pigiama alle 10. mi chiede di correre allo studio e poi mi prega di tornare due ore dopo e come posso spiegargli che abito ai confini della realtà e due ore non mi servirebbero neanche a tornarci, a casa?
per non rischiare il congelamento, mi rifugio da fnac, sorella ripulita e reazionaria di feltrinelli, la quale mi accoglie come la pecorella smarrita su uno dei puff da lettura di pelle nera nell'angolino dei libri in lingua originale, che nessuno visita mai. mi sembra impossibile a ripensarci, ma sono stata due ore seduta sul puff di fnac, e nessuno mi ha calcolato di striscio, ero invisibile e invisibile osservavo ultimo e elizaveta sfiorarsi senza trovarsi mai.
ho da dire solo due o tre cose su questo libro, che non riesco a tenere la bocca chiusa, ed è impossibile spiegare l'emozione di quelle ultime 100 pagine.
la parte che mi è piaciuta di più, quella obiettivamente più intensa, meglio stesa, è la seconda, quella di caporetto, ed è buffo che senza saperlo io abbia scelto tra le copertine proprio quella del capitolo che ho amato di più.
poi c'è il solito esercizio di stile, reso ancora più odioso dalla posizione infelice dove è posizionato: quando non vorresti proprio essere catapultato fuori dalla corsa.
e poi c'è il resto, più semplice, più onesto, e sopra ogni cosa l'emozione di una storia come un'altra, una storia vera senza verosomiglianza, questa storia.
ci sono almeno due periodi di questa storia che sono la mia storia, come immagino la storia di chissà quanti altri... ma li continuo a sentire profondamente miei, specialmete in relazione alle cose che mi capitano, che mi sono capitate.
ovviamente non ve li citerò mai.

(meno setteeeeee)

di camilla, diario, work - 23:40 | link | commenti (5)


#venerdì, 02 dicembre 2005

istigazione alla prostituzione

l'assistente ha detto che i render che farò con autocad faranno schifo (come dargli torto) e per questo mi ha consigliato vivamente (eufemismo per accedere alla seduta d'esame) di usare 3D studio max per le immagini fotorealistiche. gli ho spiegato che per quanto mi riguarda 3D studio max potrebbe tranquillamente essere qualcosa di commestibile o l'ultima canzone di cremonini, e che ad usare archicad non se ne parla proprio per questioni mie di etica professionale. mi ha detto che non c'è problema perchè io sono donna e per trovare qualcuno che mi faccia i render basta che schiocchi le dita, e poi ha aggiunto: ma scusa perchè non li fai fare al tuo fidanzato?
il mio fidanzato non è architetto.
mi ha risposto con una pacca sulla spalla che solo una studentessa di architettura pazza non ha il fidanzato architetto.

lo sospettavo.

di camilla, unipersità - 13:23 | link | commenti (14)


#giovedì, 01 dicembre 2005
sopprimila
        utente anonimo  (IP: 82.49.88.38)


arriva un momento nella vita di ognuno di noi - fortunati fruitori di famiglie mulinobiantesche - in cui i genitori si trasformano da detentori della verità assoluta a scassapalle a tradimento. 
la prima vera delusione che un adolescente deve affrontare è prendere coscienza del fatto che anche loro falliscono a volte, spesso, quasi sempre. che quando tutto è perso non puoi rannicchiarti nel loro batuffolo di sicurezze, che quando non sai come comportarti in una situazione ingarbugliata probabilmente ti daranno dei consigli anacronistici, che quando ti sbatterai per qualcosa di giusto pensaranno tu stia sprecando tempo, che quando stai sprecando tempo pensaranno tu stia salvando il mondo.
sono persone come altre, che la pensano in modo diverso dal tuo per forza (e, se non è così, sei forse tu ad avere un problema), ma che sfortunatamente cercano di importelo.
il secondo momento è lo studio della strategia più adatta alla convivenza civile. e sottolineo convivenza, sottolineo forzata e non sottolineo civile.
il mio modo è l'accettazione passiva, anzi la forzatura volontaria e autodistruttiva, della nostra incomunicabilità.
non ricordo con precisione il momento in cui mi sono trasformata nella lisa simpson della periferia nordoccidentale, ma posso datare una delle più tristi conversazioni a qualche anno fa, quando - in occasione della tanto osteggiata mia uscita di testa con relativa fuga per il vichingo milanese figlio del sindacato - mi sentii dire: qualche volta bisonga accontentarsi. sottotitolo: per evitare problemi di sorta rinunciamo a ciò che desideriamo e campiamo tranquilli. mai parola aprì un baratro più profondo tra me e lei.
da allora ho certamente ridimensionato il mio astio verso questo modo di pensare, l'ho accolto, l'ho ripudiato, e infine sono arrivata ad accettarlo dagli altri, anche se in alcuni casi mi ha fatto soffrire come poche altre cose. e ancora oggi, nonostante cerchi di ignorarlo.
intanto resto in attesa di trovare quell'equilibrio che mi farà accontentare dei miei desideri, se esiste
così si chiuderà il cerchio delle cose non accadute, che nel nostro mestiere, come nella vita, custodisce il segreto, e il significato profondo, di tutto ciò che è.

di camilla, massimisistemi - 01:54 | link | commenti (7)