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01.Santa Precaria
02.Tutto per una ragazza
03.cambridge english grammar in use
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*ESAME DI STATO*
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#sabato, 27 agosto 2005
parakalo'
cari amici di blog, vi scrivo da questo internet point di zingari e di giostrai (come qualcuno suggerisce qui alle mie spalle) nel bel mezzo dell'arcipelago delle ionie, per la precisione dall'isola di lefkada, solo per salutarvi.
aggiungerei inoltre che, ora che ci faccio caso, non ho idea di perche' sono venuta ad aggiornare il blog con una tastiera che non contiene neppure la e con l'accento.
a presto, e saluti pure da pinuccio.
#venerdì, 19 agosto 2005
vola solo chi osa farlo
non è poi chissà che abbia da dire, vi avverto.
certo, se ho questa voglia di scrivere stanotte, forse il cervello mi sta suggerendo qualche storia, solo che mi torna difficile rimettere insieme i pezzi: siamo ad agosto e, si sa, alcuni neuroni sono allegramente in vacanza, altri ci hanno abbandonato molto tempo fa per raggiungere e fiji e non tornare mai più, altri non li abbiamo proprio avuti in dotazione.
è stata una giornata ricca di emozioni: vasco rossi ha scritto sò con l'accento sulla o nel video di "e...", gli occhioni verdi di camilla (quella vera) hanno passeggiato per la mia città che dormiva tutto il giorno, uno che si spacciava per giornalista c'ha pedinato insistentemente raccontandoci strani aneddoti sui segni esoterici incisi nelle pietre delle chiese, ho salutato un'amica che non ho avuto il tempo di conoscere davvero per i prossimi due anni, e mi è dispiaciuto. tanto anche.
penso chissà se c'avrei avuto il coraggio, io, di andarmene così da un giorno all'altro dall'altra parte del mondo, e penso che le persone ci stupiscono sempre, quelle da cui meno ce lo aspettiamo. e così mi rimbalza in testa da ore la frase di un libro che ho letto tanto tempo fa, che non è il suo scrittore preferito perchè il suo scrittore preferito l'ho saputo stasera, ma gliela dedico lo stesso. a lei che sta per partire lontano in un altro continente, e a quelli che c'hanno il coraggio sempre di partire e di ripartire, anche senza spostarsi, e che quando tireranno bilanci sapranno di avere dei viaggi da raccontare.
#domenica, 14 agosto 2005
ti sto aspettando, ma mi avvio
metto su l'ultimo dei negrita, mentre rifaccio amicizia con la pagina di splinder, proprio come avevo fatto prima di partire. ci siamo andati anche al concerto questa settimana, ed è una strana coincidenza. che si sia festeggiato un concerto dei negrita a fuscaldo poi, in un campetto di prato secco e con un buco nella recinzione per fare i biglietti, è un fatto per lo meno singolare. a dispetto del dubbio contesto, il concerto è stata una vera festa sul palco e sotto, con un' indimenticabile platea calabra in religioso silenzio ad ascoltare mamma maè, come se si fosse alla novena del sabato. ma i calabri sono così, gente che grida sccc al cinema anche durante la pubblicità, sempre un pò maliconici sotto le sopracciglia scure e grati di ogni cosa come di un regalo, rispettosi della santa sedia di plastica, ipnotizzati dai fuochi artificiali come gli zombie di romero.
ma sempre meglio dei napoletani.
è stato bello, semplicemente. me la sono spassata, come poche volte me la spasso, a saltellare a modo mio a tempo con quel folletto zompettante del bassista, e mi sono emozionata, come molte volte mi emoziono, ad ascoltare ho imparato a sognare cantata da un pau che faceva l'amore col microfono.
niente, non vi racconto delle mie vacanze uguali a tutte le vacanze che si credono speciali, che siano sui cammelli in egitto, sul longomare di sangineto o in cima alla cupola del brunelleschi, tutte accomunate dai ritmi lenti e abitudinari della vita disimpegnata, dal desiderio di fare qualcosa da raccontare a ritorno, dalla paura del disordine lasciato in attesa.
sono qui a mettere a posto per qualche giorno.
#sabato, 06 agosto 2005
scivolando verso sud
se negli ultimi giorni ho dismesso il cappellino sudaticcio e tanto bramato da nerd non è - come voi malefici e malpensanti avete congetturato - per motivi turistici o peggio balneari.
l'archicapo#3 (sto cancelluzzo si porta assai ultimamente) mi ha tenuta rinchiusa n. 3 giorni nel suo studio deserto al centro storico adducendo bieche scuse lavorative che si sarebbero presto rivelate scuse schiavistiche.
da questa mio terzo contatto ravvicinato con un portatore non sano di conoscenza architettonica ho appurato le seguenti ineluttabili verità:
01. gli architetti in carriera in estate vagano per lo studio con sandali da frate e t-shirt bianche da mercatino con buco sotto la scella e macchia di sugo. la quale cosa li rende molto poco sexy e ne sfata l'ultimo mito esistente sul loro conto, trasformandoli negli esseri meno appetibili della terra.
02. gli architetti non magiano pizza, non magiano da mcdonald, non mangiano panini. vanno al ristorante a mangiare pesce fresco e a sfoggiare conversazioni brillanti, la qual cosa li riabilita un minimo da quanto detto al primo punto.
03. gli architetti sono sempre figli di architetti, fratelli di architetti, mariti di architetti. come i faraoni egiziani si riproducono tra di loro in una sorta di orgia tipologica e postmoderna.
04. gli architetti non sanno usare autocad e anzi hanno seri problemi anche a inviare un email. da questa vergogna si giustificano sostendendo che il computer è un mostro malvagio e comunista che uccide la creatività e mangia i bambini .
05. gli architetti progettano un centro polifunzionale degno delle peggiori periferie del terzo mondo che rovinerà per sempre la zona della marina.
06. gli architetti alla fine di 36 ore di lavoro mi chiedono come possono sdebitarsi, io rispondo "non si preoccupi", e loro quindi non mi pagano per davvero.
07. io sono un pò scema, ma loro sono pure un pò stronzi.
ecco perchè da oggi in poi l'unica motivazione che mi spingerà a portare a termine gli studi universitari sarà lo scialatiello ai fiori di zucca e frutti di mare.
parto tra 2 ore, ma sotto al mio ombrellone non voglio vedere l'ombra di nessun domus, casabella, abitare, o altra rivista architettonica di sorta.
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