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#giovedì, 28 luglio 2005
io non è che voglio sfogarmi,però. l'altra mattina mi aggiravo spedita e guardinga per la pignasecca in cerca di fotocopie da comprare per il prossimo esame di 1200 pagine: una di quelle mattine che ti senti bruttarella, i capelli che se ne vanno un pò dove cazzo gli pare a loro, il mare che non lo vedo da due settimane per via della palla a culo (bonjour finesse), la gonna stropicciata che non avevo voglia di stirare, e cose così. ovviamente - come la statistica insegna - queste sono le mattine con la più alta probabilità di incontrare persone che non vedevi da due secoli e alle quali ti sarebbe piaciuto fare un'impressione se non altro meno vomitevole. fu così che, nonostante i miei sforzi di fingere spudoratamente di non averlo riconosciuto, fui a mia volta riconosciuta (e inseguita) dal papà di un ex compagno di classe, che per dovere di cronaca non chiameremo più ex compagno di classe, ma ex e basta. costui, in ogni caso, mi informò prontamente di tutti i magnifici cambiamenti sopraggiunti nelle vite dei miei ex compagni di classe, non risparmiandomi i particolari delle misere esistenze di nessuno di loro. fu così che venni informata dall'uomo, che da oggi in poi chiameremo "il corriere di montesanto", delle seguenti cose riguardanti gli alunni della III A 98/99: # l'ex si è laureato qualche giorno fa: a mio parere un evento senza spiegazione, avendolo dato tutti per spacciato dopo la terza bocciatura all'esame di fisica I. si è trasferito in polonia (questa mossa qui già più prevedibile, conoscendo il suo armamentario di battute sulle colf polacche) # la musicista vive in svizzera col fidanzato, intervallando il suo idillio amoroso con qualche capatina a milano per suonare il violoncello alla scala. # nino d'angelo vive a bruxelles col padre architetto (a saperlo prima, mi facevo piacere i biondi), non si è laureato ma tromba a pazzi (bonjour finesse 2). # alice ha sposato un ricco imprenditore svedese (il proprietario di ikea?). hanno tentato di rapirla per chiedere un riscatto, ma la polizia svedese l'ha salvata. ora ha una bimba (come jen, spero che però lei non sia malata di cuore). # il fidanzato storico è laureato da 2 anni (e qui le similtudini con dawson's creek si fanno più insistenti, se ricordiamo che lui (che chiameremo pacey) era un brutto ciuccio senza prospettive che ha cominciato a studiare grazie a me (che chiameremo andie). insomma, qua pare che tutti abbiano trovato una strada plausibile, cinematografica o meno, che li abbia portati lontano da napoli, dalla provincia, dalla melma, dalla mediocrità. dopo questa chiacchierata ho realizzato con molta più lucidità che questi 6 anni mi hanno trasformato dalla vincitrice alla fallita della situazione: mi sono impantanata in questo piccolo mondo, a correre dietro a questa maledetta università, proprio io che sognavo continuamente di andare via. eravamo tutti seduti nella stessa aula sei anni fa, tutti con mille vite potenziali davanti. l'unica che è rimasta come una deficiente seduta lì sembra sia proprio io. #lunedì, 25 luglio 2005
regola n.1: non accettare antipasti da camerieri sconosciuti
#domenica, 24 luglio 2005
giorgio, lo spacciatore di questa settimana Quando sarò capace d'amare quando sarò capace di amare, Giorgio Gaber, 2001 #venerdì, 22 luglio 2005
incubi di una notte di mezza estate (o del quando impazzii leggendo un blog di fumetti)
#martedì, 19 luglio 2005
e buone vacanze a meeeee
#sabato, 16 luglio 2005
la leva del dosatore di caffè va riportata nella posizione inziale #lunedì, 11 luglio 2005
a bolsena c'erano le papere nessuno sa dove si trovi bagnoregio prima di andarci. lazio? toscana? umbria? se non fosse per il dialetto romanesco ci sarebbe da scommettere sulle campagne umbre, ma. bagnoregio in realtà è il baricentro di un triangolo che accarezza tutte e tre le regioni, un triangolo delle bermuda senza tempeste magnetiche, ma tempestato di girasoli. la strada per buonasera è un'interminabile nastro di asfalto che cuce fazzoletti ordinati di fieno: giallo e verde (brasiliano, quasi), e qualche macchia di marrone tufo vulcanico. quando apro il finestrino mi accorgo che lasciare pantaloni e magliettine di filo a casa perchè tanto è estate non è stata proprio una buona idea, e mi pento di tutte le volte che ho sfottuto mia madre quando si portava le coperte di lana nel campeggio sul mare. l'agriturismo è un casale di tufo con le travi in legno a vista e le tavelle di argilla appoggiate sopra. e io non avevo mai visto delle vere travi di legno a vista, se non nelle case dei camorristi che le azzeccano sul soffitto perchè fa più rustico (e qui parte la serie di "e io non avevo mai visto" che, povera me, piccola pulce senza esperienza, sarà lunga). l'agriturismo poi non è un albergo (e qui scatta il coro di ooooooh di stupore, ma io non c'ero mai stata, tzè), nel senso che ti apre la porta una signora in prendisole con una bimba di un mese in braccio e ti dice: ah ciao, com'è andato il viaggio? scusa io vado un attimo dellà, vai pure a farte una doccia. e subito ti viene spontaneo di chiamarla zia. la zia sorride sempre, anche quando non capisce qualche termine che mi faccio scappare tipo "ciaciare" o "checazzo" e il fidanzato si nasconde facendo finta di non conoscermi. forse sorride troppo e pensi che anche quello è compresso nel prezzo, ma fai finta di credere che sia stata folgorata dalla vostra incontenibile simpatia. il marito della zia, zio, ci serve una cena condita di un amabile conversazione, tutto con ingredienti di produzione propria. alla quinta portata ti sfiora il dubbio di trovarti in un film horror di second'ordine, dove hanno messo a ingrassare le vittime prima di farle a pezzetti e servirle ai prossimi clienti: ma la famiglia del casale bianco ti serve un ultimo dolce di crema e ricotta che solo delle mani angeliche hanno potuto preparare, e ti augura la buonanotte. l'unico particolare inquietante della serata è il ritorno in camera: la figlia maggiore dello zio ferma la porta con una mano mentre stiamo per chiuderla e sussurra: io vi ho visto. ci ho messo ore per calmare il fidanzato che, come posseduto, chiudeva tutte le finestre a chiave, nacondeva le serrature con gli asciugamani della doccia e giurava di aver visto due ufo passare proprio sulle nostre teste. la mattina seguente andiamo a verificare la balneabilità del lago di bolsena. ci sediamo sulle rive nei pressi di montefiascone, confondendoci tra i pescatori con le canne da pesca ipertecnologiche che fanno bip quando prendono un pesce e poi lo tirano su e poi forse lo cucinano pure, e facciamo il bagno un pò più in là, verso marta. devo ammettere che nessun mostro marino mi ha azzannato, e leccarsi il braccio bagnato senza sentire sapore di sale è un'esperienza decisamente da provare. le papere piccole che seguono la papera grande poi, ti catapultano direttamente dentro alice nel paese delle meraviglie. sulla strada del ritorno, a roma, respiriamo finalmente un pò di sana e familiare afa cittadina. faccio giusto in tempo a sbirciare l'auditorium di renzo piano dall'auto, ma me lo vedo sfuggire via senza poterlo accarezzare, un pò come la chiesa di michelucci sull'autostrada (e mi perdoni l'anima di michelucci per il paragine ardito). ennio e cristiano ci portano in giro attraverso l'itinerario del turista romano doc: nel tentativo di buttare i miei miseri 5 cent nella fontana di trevi impiego 15 minuti solo per attraversare la calca di giapponesi. e mi scordo pure di esprimere il desiderio: ma non lo dite a ennio, se no mi enumera tutte le sciagure che seguiranno questo gesto insano. la giornata si conclude come era prevedibile: tutti e 4 seduti in via delle vergini, un pò dopo la sede di forza italia, a sfogliare un libro di foto erotiche anni 50 e giocare a chi trova prima il culo con più cellulite. mi addormento in macchina e mi sveglio appena arrivati a casa, al suono tanto familiare dei fossi sull'asfalto della circumvallazione esterna. album fotografico qui. #venerdì, 08 luglio 2005
prove tecniche di vacanza #giovedì, 07 luglio 2005
solo per sdrammatizzare.poco fa, William Ward, corrispondente italiano a londra di studio aperto: "... poi all'improvviso una confusione incredibile, un traffico infernale, urla e grida. sembrava di essere al centro di napoli all'ora di punta." #lunedì, 04 luglio 2005
Born on the Fourth of July
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