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*ESAME DI STATO*

#mercoledì, 29 giugno 2005

piccole soddisfazioni quotidiane

01. aver salutato i miei colleghi per nome, stamattina, all'ultima lezione di tecnica delle costruzioni della mia vita. chè di solito sono timida come una capra e neanche capace di presentarmi a persone con cui magari ho chiacchierato per mesi interi, e loro pensano pure che sono snob.
02. essere a conoscenza, in seguito alla suddetta lezione, del fantomatico ingegnere che sfilava i ferri dai pilastri, grazie al quale gli edifici del vomero e del rione alto saranno rasi al suolo al primo terremoto rilevante, e quindi ricordarsi di non acquistare per nessun motivo una casa in uno di questi due quartieri.
03. assistere alla prima de la guerra dei mondi gratis. considerato che, oltre al fatto di possedere 8 codici fiscali in tesserino plastificato (non si sa mai se ne dovesse scassare uno) questa è l'unica agevolazione sociale concessa alla prole di un impegato statale.
04. aver ideato e disegnato il mio nuovo template - anche se ha ancora bisogno di parecchie aggiustatine - del quale mi sono fatta SOLO scrivere l'html (però alcuni </br> li ho inseriti io, eh).
05. aver avuto il coraggio di inviare a beppe grillo una vignetta per il concorso bandito sul suo blog per giovani fumettisti. e lo so che fumettista è una parola un pò grossa, ma metti che nella lettera che mi sono inviata il 2011 mi domandavo se avevo avuto il coraggio di inviare una vignetta a beppe grillo... mica mi voglio deludere!
(a proposito, la vignetta doveva far riferimento ad un suo post, e il post che ho scelto io lo trovate qui.)

di camilla, diario, strip - 20:07 | link | commenti (19)


#domenica, 26 giugno 2005
c'è (ci sarà) posta per me

un giorno, quando ero poco più che un' adolescente, ho deciso di scrivere una lettera.
mi ricordo che era estate e, come ogni estate, stavo contando i giorni che mi separavano dall'inizio delle lezioni a scuola, dopo aver trascorso agosto e settembre a imbrattare quaderni e quaderni di stupidi disegnini in una città afosa e deserta (passatevi una mano sulla coscienza, voi genitori che decidete insanamente di prendere le ferie a luglio!). la mattina mi faceva compagnia un telefilm che, ora che ci penso, probabilmente era soltanto una mia allucinazione, visto che non ha fatto proseliti neanche di striscio, si chiamava un medico tra gli orsi. in una delle puntate di questo telefilm fantasma, il mio personaggio preferito (una ragazzetta bianca bianca e un pò sfigata, in cui ovviamente mi riconoscevo pienamente), riceveva per il suo compleanno una lettera che lei stessa si era spedita un compleanno di 15 anni prima. ora. a parte che non si capisce come cacchio avesse avvertito le poste di mandargliela proprio quel giorno, e a parte che qua non ci sarebbe neanche bisogno di avvertirle perchè le lettere arrivano più o meno sempre con qualche decina di anni di ritardo. l'idea colpì nel segno la mia mente da adolescente melensa e stupidotta e così feci la stessa genialata, la imbustai e, per evitare di perderla, la consegnai all' impiegato statale più ligio al dovere che conoscessi: mio padre.
ogni tanto, in questi anni, ammetto di averci ripensato distrattamente e lo stesso papà, fido addetto alla conservazione, nei suoi frequenti cambi di raccoglitori non esitava a ricordarmi questa funesta scadenza: 4 luglio 2011.
stamattina: altro cambio di raccoglitore, altro avvertimento.
il fatto è che io non ricordo proprio cosa scrissi in quella maledetta lettera. forse chiedevo alla me stessa di 15 anni dopo se era riuscita a realizzarsi professionalmente? mi sembra improbabile. forse le chiedevo se aveva intorno ancora gli amici di una volta? se ne aveva altri con cui finalmente poter parlare di quello che le piaceva, delle sue andate di testa, di come era bello emozionarsi ascoltando una stupida canzone? se era felice e se non si sentiva sola, in quel senso, come aveva sempre avuto paura di sentirsi. forse le chiedevo se aveva un compagno nel senso in cui lo si intende a 15 anni, un fidanzato pittore scrittore musicista e magari pure regista, incostante come me, curioso come me, capriccioso come me, pauroso come me.
il fatto è che ho tanta paura di deludere quella ragazzina che vedeva davanti a sè un tempo indeterminato, e spiegarle che invece il tempo quello è. che sono scesa a compromessi a quell'epoca neanche immaginabili.
magari invece mi chiedevo soltanto se dopo 15 anni continuavano a trasmettere su raidue un medico tra gli orsi.
speriamo.
di camilla, diario - 20:48 | link | commenti (15)


#mercoledì, 22 giugno 2005

non costringetemi a scegliere!

di camilla, strip - 18:08 | link | commenti (22)


#lunedì, 20 giugno 2005

manicheismo

di camilla, strip - 01:21 | link | commenti (21)


#mercoledì, 15 giugno 2005

esame spostato.

di camilla, strip - 17:00 | link | commenti (8)


#martedì, 14 giugno 2005

quesito n.5, scheda NERA

è molto semplice: c'è chi l'università la vive bene e chi la vive male.
chi la vive bene se ne sbatte del voto, ma più che del voto se ne sbatte proprio dell'esame. nel senso che lo va a provare n volte finchè il professore distrutto dalla visione ripetuta dell'individuo e sommerso dai sensi di colpa causatigli dai capelli bianchi di quest'ultimo decide di dar fondo alla sua riserva di camice e stilografiche. costui secondo le mie stime vivrà circa 10/15 anni in più della seconda tipologia (è risaputo infatti che lo stress accorcia la vita). lode a lui.
la seconda tipologia, alla quale non mi fregio di appartenere, non solo ha timore della brutta figura che potrebbe causare una sua insufficiente preparazione, ma sente come dovere morale quello di presentarsi al professore con un bagaglio di conoscenze per lo meno decente sull'argomento trattato. il professore non si ricorderà di lui sul letto di morte nè il suo bel voto verrà affisso all'albo nazionale dei bei voti. costui dunque è un coglione.
perchè quindi - mi domando - non accettare serenamente il mio simpatico voto dello scritto e trascorrere questa bella giornata preesame di pioggia a cazzeggiare allegramente? sono forse io un coglione? o forse dovrei dire una cogliona? ma esisterà poi un coglione di sesso femminile? e se sì, potrà essere congelato per essermi impiantato dopo la laurea, perfavore?

di camilla, diario, unipersità - 13:40 | link | commenti (14)


#lunedì, 13 giugno 2005

ore 23:15

45 minuti alla fine della giornata, il timer del parcheggio della peugeot ha deciso per noi che li dovessimo trascorrere separati. le opzioni su come usufruirne sono ben chiare nella mia mente, com'è chiaro quale vincerà.
opzione saggia: addormentarsi sulle pagine stampate per anticiparsi un capitolo del planner di domani, che è talmente articolato da conteggiare anche
il tempo per l'apertura del libro e per la lettura dell'indice. non posso sgarrare di un nanosecondo. pena lo spostamento dei compiti non svolti alla mattina prima dell'esame, ore 6:15.
(che giornata adorabile sarà domani)
opzione civica: addormentarsi con la tv accesa su brunovespachannel, ripensando a quando ieri sono andata a votare e i miei passi riecheggiavano solitari nei corridoi della scuola materna, e gli scrutatori si stavano giocando il pranzo a scopone. ripensando a tutte le volte che in questo mese ho letto del referendum sui blog, ho letto le mail di rafele con tutte le spiegazioni dei quesiti, e mi sono augurata che non succedesse quello che è successo adesso, che non mi dovessi vergognare per la figura che abbiamo fatto, che non dovessi ancora una volta preferire un'altra città (bologna, un esempio a caso) alla mia.
opzione relax: addormentarsi subito dopo aver scritto qualche inutile riga su splinder, così tanto per il gusto di articolare parole diverse da miscelazione adiabatica e efficienza di saturazione. mentre ascolto per la - non oso contarla - volta wash away, e non ho proprio voglia di ascoltare niente di diverso da questo, ma neanche per sogno.

di camilla, diario - 23:47 | link | commenti (7)


#giovedì, 09 giugno 2005

quanti esami ti mancano?

la fatidica domanda si ripete uguale a sè stessa da anni, iterativamente, come il messaggio radio di danielle rousseau*.
la risposta non è di immediata formulazione: essa infatti necessita dell'intervento di opportuni fattori correttivi in relazione all'interlocutore che la formula. dalla pluriennale esperienza che ho avuto il dispiacere di fare in merito, ho potuto appurare che almeno 4 sono le categorie in cui possiamo riassumere le tipologie di risposta (chiamiamo x il numero reale di esami sostenuti, sconosciuto ai più e talvolta anche a me stessa):

01. risposta all'estraneo:
40-39
domani do l'ultimo e il mese prossimo mi laureo. anzi, guarda, chiamami pure architetto.
02. risposta all'amica coetanea appena laureata:
-40+x
ne ho dati x
.
(spesso accompagnato da grugnito di disprezzo)
03. risposta al parente:
40-x/2
eh, ancora un pò...
(il parente è infatti famoso per le fughe strategiche preventive da regalo)
04. risposta generica:
40-2x+1
(2 = coefficiente maggiorativo da rosico)
(1 = coefficiente aggiuntivo da calcio d'angolo, crescente con legge esponenziale nel corso degli incontri successivi con una stessa persona)
l'unico problema di quest'ultima - che poi è la risposta più frequente - è: quando tra qualche mese il numero di esami residui diventerà negativo dovrò correggere la formula, o convincere la gente che è anche questa un'innovazione della legge moratti?

*non hai ancora visto Lost? vergona! fila a casa a scaricarlo.

di camilla, diario, unipersità - 01:21 | link | commenti (23)


#sabato, 04 giugno 2005

bologna/napoli: scopri le differenze

inizia poco dopo l'alba il tour de force verso le nordiche terre emiliane: fuori ancora buio pesto, e la peugeot lustrata a festa e carica di agli, peperoncini, provoloni e frittata di maccaroni. ci infiliamo in macchina con delle occhiaie fino sotto le scarpe e la borsetta piena di generi di prima necessità tipo tessera del videonoleggio, pacchetto di gomme dell'83 e caricabatterie del vecchio nokia morto - ahimè - anni or sono. il fidanzato perfetto mostra già chiaramente dopo la prima mezz'ora segni di stanchezza e ripensamento del tipo chi cazz me l'ha fatt fà, ma riesce brillantemente a superare la crisi di rigetto durante la sosta all'autogrill di roma e le successive due brioche al cioccolato. la prima differenza tra la salerno-reggiocalabria e la napoli-roma (a parte che la prima è provvista di mezza corsia con buchi e la seconda di corsie 3 + 1 d'emergenza senza buchi) è che al bar non si lasciano i 20 cent di mancia al cameriere per non fargli sputare nel caffè (intanto però la padrona del bagno s'è fottuta 50 cent perchè non tenevo più spiccioli e quindi il mio risparmio complessivo ammonta a -30 cent).
dopo aver evitato due o tre incidenti mortali, durante i quali ho dovuto prendere il comando dello sterzo ( il fidanzato infatti ama indicare i paesi secondo lui più meritevoli col dito e fissarli estasiato mentre siamo a 150 all'ora) vedo da lontano una cosa che da sola merita tutte le cinque ore di viaggio: immagine sfocata di mille libri di storia, architettura moderna fatta forma, emozione fatta pietra, la chiesa dell'autostrada di michelucci mi sfreccia davanti agli acchi a pochi metri sulla destra. in una parola: stupenda.
bologna ci accoglie in bicicletta, mezzo di locomozione di cui fino a pochi minuti prima non ricordavo neanche l'esistenza. il cortile del biografilm festival è luminoso e sorridente come chiara (gogo per i blogger), che - tutta indaffarata tra la compilazione di un modulo e l'altro - trova il tempo di dispensarci larghi sorrisi. chiara non sa quanto sia pericoloso dispensare larghi sorrisi al fidanzato davanti alla sottoscritta, tuttavia ci ha regalato due accrediti per il film e per questo motivo è automaticamente perdonata.
in trattoria chiedo pollo e mi portano coniglio: nonostante non l'abbia mai mangiato in vita mia, decido che se ho fatto cinque ore di viaggio per vedere un film, e se il cuoco mi ha salutato con un sonoro ciao stelìnaa, posso anche avere il coraggio di assaggiare un pezzo di coniglio. quest'ultima si rivelerà una pessima idea anche ad un osservatore poco attento dei miei recenti incubi notturni, in cui coneglietti batuffolosi con gli occhi lucidi mi implorano ripetutamente di non divorarli vivi.
gabriele ci ha portato in giro per il centro dimostrandoci quanto sia facile orientarsi tenendo sempre presente come punto di riferimento le due torri e io gli ho immediatamente dimostrato quanto faccia schifo il mio senso dell'orientamento, scambiando la stazione per l'aeroporto. le strade sono corridoi, i portici salotti all'aria aperta. la città è ordinata, più ordinata di casa di gabriele (non è che ci volesse assai, comunque).
tornando a casa una frase di schettino che faceva più o meno così mi torna in mente e improvvisamente acquista un senso: i bolognesi c'hanno una città bellissima, sono cordiali, sono simpatici. se c'avevano pure il mare, a noi napoletani c'avevano futtut'.
ah il film. al film poi magari ci penso.

di camilla, diario, trasferte - 00:25 | link | commenti (17)