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#lunedì, 30 maggio 2005
fà schiattà 'o riavulo

così faccio pure contento il commentatore mascherato che mi rinnega quando scrivo (e fa bene!)
#giovedì, 26 maggio 2005
pensiero senza titolo (altrimenti detto: da grande voglio fare il suonatore)
sei distratta.
talmente distratta che non hai neppure notato il messaggio luminoso sul display dei minuti d'attesa. non hai optato - coma fai di consueto - tra i due pensieri opzionali categorici del caso:
1) porco Piano, l'ho persa per un soffio, sono la donna più sfotunata dell'universo.
2) evvài, mancano 30 secondi, sono la donna più fortunata dell'universo.
l'unica cosa che ricordi è che ad un certo punto sei passata attraverso due porte gialle che ti hanno fatto strada sbuffando visibilmente annoiate, e che hai strattonato quante più persone possibile nel farti strada verso un'inesistente oasi di spazio, fresco e odore perlomeno non nauseabondo.
stamattina odi tutti. La paura di piombare nel loop schizofrenico che ti è tanto familiare ti fa passare la voglia di selezionare tra la folla donne munite di panzone nudo/pinko bag/penna all'orecchio da odiare, nessuno è escluso.
stranamente ti siedi senza controllare se per caso a venti chilometri di distanza c'è una vecchiarella in piedi e nel frattempo perdere il posto.
devi finire una relazione, disegnare altri due mobili, seguire due corsi in contemporanea grazie al dono dell'ubiquità, intepretare il senso della facoltà di architettura, risolvere i problemi del mondo, spiegare all'universo quanto tempo hai impiegato per la famosa "lista della catena", sperare di non trovare una multa, ignorare la lucina della riserva, comprare un regalo e trovare il modo di reperire del denaro in fretta, prima di aver consumato tutti e cinque gli euro che ti restano nel portafoglio. quest'ultimo pensiero in particolare - non ne sei sicura - ma sembra essere proprio quello che fa scattare il loop, così decidi di esorcizzarlo regalando due quinti dei tuoi averi al suonatore di fisarmonica del vagone.
alla prossima si prepara a scendere una tizia. non porta jeans negli stivali bianchi nè pinko bag, anzi è vestita in un apprezzabile stile sobrio ma divertente: per questo la odi ancora di più. ha con sè un troller (anche lui sobrio ma divertente) che, sommato alla stazione di arrivo dichiara: "stiamo partendo" e aggiunge "chchch".
dovunque stia andando, di una sola cosa sei sicura: tu la invidi. la invidi tantissimo, la invidi - se possibile - più della collega racchia che si è laureata il mese scorso.
quando senti questa voglia di fuggire, ti domandi se il risultato di quello che costruisci oggi è fare quello che fai oggi al quadrato, e - a dirla francamente - sarebbe una vera stupidaggine.
le porte risbuffano, perdi lo sguardo della viaggiatrice solitaria ma incontri quello del suonatore: il sorriso che ostenta non finge, a occhio e croce.
#lunedì, 23 maggio 2005
giuro che non è dalle 7:15 am che gironzolo per blog
no, infatti, sono venuta a sapere di questa simpatica iniziativa da ben due link (uno, due, rispettivamente in ordine cronologico) reperiti nel capitolo IV del testo di tecnica del controllo ambientale: "analisi termoigrometrica delle catene di sant'antonio in un muro a doppia fodera".
quindi non posso esimermi:
(che palle non vedo l'ora che arriva la parte finale dei cinque link)
> 01. quantità di mp3 e altri file "suonanti" (ndt: "suonanti"?... ma andate a cagare!) contenuti nel mio disco fisso:
3gb circa compongono la mia playlist studio/lavoro: una roba da tagliarsi le vene, posizionare degli aghi acuminati tipo prince of persia e poi buttarcisi su dal grattacielo più alto del centro direzionale.
ah, poi una ventina di dischi mp3osi genericamente archiviati come "disco dati ale" vagano per cassetti adibiti a biancheria intima e librerie adibite a testi III media. andiamo avanti.
> 02. l'ultimo cd che ho comprato (ndt: cd? comprato? qua bisogna mentire spudoratamente):
ehm.. si certo, adesso ricordo! proprio l'altro ieri, mentre passeggiavo per caffè letterari, ho visto nella vetrina di una piccola bottega di dischi l'ultimo cofanetto di Kurder & Dorfmeister, artisti dell'elestroni.. ehm elettropi...elettronica, a me moolto cari etc etc.
> 03. canzone che sta suonando ora (mammaaaaa, stuta a gigi d'alessio, fai presto!!):
James Blunt.05, Tears and Rain, al suo - signori e signore - 20imo repeat da stamattina.
> 04. cinque canzoni che ascolto spesso ultimamente:
(tagliamo subito l'album di James Blunt se no non c'è sfizio)
01. She will be loved (unplugged), Maroon5
02. Lover, you should've come over, Jeff Buckley
03. Have you seen me lately, Counting Crows
04. She moves in secret ways, Polly Paulusma
05. Niente di più, Lunapop
> 05. altre cinque persone a cui risparmiare la fatica di inventarsi qualcosa per un post:
01. la mia omonima-per-finta camilla, così fa un altro post, chè sono contenta che sta scrivendo tanto di nuovo.
02. la mia omonima-per-finta-n.2 camilla, che non ha bisogno di aiuto per inventarsi un post, ma qualcosa mi dice che le sue cinque canzoni entreranno presto a far parte della mia playlist.
03. la presenza silenziosa delle mie passeggiate a rione alto, taqs, in onore del fatto che stanotte l'ho pure sognata.
04. il sig. rossi, così magari, chiacchierando di musica, per un pò non pensa alle sue spiagge pugliesi.
05. quei tre fetenti di blogdiscount. e mo voglio vedere come se lo lavorano un post tanto blogonazionalpopolare.
#venerdì, 20 maggio 2005
la lettura di eriadan può causare effetti collaterali mentre si segue un corso all'università
#martedì, 17 maggio 2005
spot che leva, spot che mette
ci mancava poco che querelavo la carte d'or per aver privato una delle mie canzoni preferite del suo alone romantico, quando è arrivato lo spot vodafone a regalarmi l'ultimo tormento repeat di questa settimana: signori, io amo quest'uomo.
p.s. con mia grande soddisfazione ho scoperto che mio fratello riesce a sostenere più repeat di una stessa canzone di quanto ci riesca io. inoltre scopiazza quotidianamente i miei mp3, dunque il suo ultimo tormento è stato clocks dei coldplay.
sto distruggendo un adolescente?
#lunedì, 16 maggio 2005
la progettazione del locale notturno
finalmente niente pub irlandese.
niente sedie e tavoli di legno, carte della birra in comic sans su paglierino, tovagliette di carta con pubblicità di concetta mobili (pace all'anima sua) sul retro. la moda dilagante dell'atmosfera calda fatta di doghe sulle pareti, di boccali di vetro sui davanzali e di serigrafie di patrioti inglesi appese ai muri, ti da l'illusione di essere ogni volta in una camera diversa dello stesso albergo.
ieri sera due giovani imprenditori africani ci accompagnano al guardaroba del loro nuovo locale. non capiscono una ceppa di quello che gli dico e probabilmente pensano che gli sto chiedendo di portarmi la giacca di jeans in lavanderia, ma rischio e gliela lascio comunque.
sposto la tenda con una mano, sulla sinistra, mentre aspetto il bigliettino che - forse - mi restituirà la giacca, e l'atmosfera che mi stupisce si riassume in due parole: poche lampade, negli angoli, disegnano sulle pareti grezze ventagli di colore più intenso, e illuminano dolcemente di riflesso la stanza, coperta da un paio di volte a crociera.
niente sedie. solo due grandi, enormi tappeti, uno sulla sinistra e uno sulla destra, coloratissimi, africanissimi, che disegnano il percorso verso l'altra sala. sui tappetti, buttati senza un ordine preciso, tanti cuscini, puff, salsicciotti e pochi bassi divanetti tappezzati sulle pareti. qualche tavolino nero basso per appoggiare le cose.
ti siedi per terra e ti sembra di essere a casa con gli amici a chiacchierare.
uscendo penso che è un peccato, che questi due piccoli imprenditori non abbiano a disposizione i fondi per trasformare la loro idea in qualcosa di meno dozzinale, è che è un peccato siano costretti a comprare i tavolini lack da ikea.
tutto questo per dire cosa?
per dire che il mio fidanzato quando suona sul palco è bellissimo.
e quando suona sul palco e mi guarda tutto il tempo negli occhi (e stecca due o tre volte) è ancora più bello.
#mercoledì, 11 maggio 2005
come un blogger
no, dico, ma michele serra ce l'ha un blog? perchè se ce l'ha è sicuramente stupendo. avete visto quanto sono ironici, brillanti, scritti bene, i suoi trafiletti sull'espresso?
ecco, un blogger secondo me dovrebbe essere così.
[si capisce che sono appena uscita dal bagno? pardon]
e non mi riesce facile parlare di questo, soprattutto adesso
soprattutto adesso che non c'è.
punto e a capo nella cronologia breve dei miei eventi significativi. in realtà c'era già un punto e virgola bello marcato, anche se tracciato in fretta. ma, si sa, i "mai più" e i "tanto tempo fa" fanno sempre un certa impressione alla mente bacata di una malinconica suo malgrado.
soprattuto se nel "mai più" si nascondono persone, decisoni tardive, decisioni frettolose, entusiasmi sbagliati.
un anno fa, a quest'ora.
#domenica, 08 maggio 2005
raduneapolispuntosplinderpuntocom
abbiamo un altro blog.
lo so, lo so, non fate quella faccia: questa volta non ce la cantiamo e suoniamo in famiglia io e golja.
la famiglia la allarghiamo a tutti quelli - di napoli e dintorni - che in questi mesi si sono linkati, si sono seguiti nelle rispettive avventure di tutti i giorni, si sono magari intravisti per strada e non si sono riconosciuti. a quelli che hanno immaginato sarebbe niente male, un giorno, vedersi tutti per una pizza (un aperitivo no, qui in terronia non si porta...) o soltanto per una chiacchierata in piazza dante.
l'indirizzo è questo, e conto a breve di raggiungere un discreto numero di iscritti, tale da potervi consegnare le chiavi, chè già di blog da gestire ce ne ho che mi bastano e mi avanzano.
per il template ringraziate il solito goljadkin, che ha messo online la mia idea in meno di un'ora.
#sabato, 07 maggio 2005
ti accorgi che è arrivata l'estate
ti accorgi che è arrivata l'estate quando ti svegli il sabato alle nove tutta sudata chè i panni sporchi dal letto li hai levati, ma il piumone ancora no.
ti accorgi che è arrivata l'estate quando in un impeto di responsabilità cogli l'occasione per finire la tesina di tecnica ma la tua vicina che vuole andare ad amici ha deciso di cantare fuori al terrazzo l'ultima di laura pausini più e più volte, in cerca dell'intonazione.
ti accorgi che è arrivata l'estate quando allora accendi il computer perchè, checcavolo, almeno posso cazzeggiare un pò in attesa che il sacro fuoco dell'arte si spenga nella mia vicina. ma in messenger accade quello che hai sempre temuto: contatti in linea (0). gelo. e allora ti affretti a trasformarti in invisibile perchè nessuno possa pensare che sei una povera sfigata che studia il sabato mattina.
ti accorgi che è arrivata l'estate quando, se aggiorni l'home page di splinder, gli ultimi aggiornati sono sempre gli stessi, e l'unico che continua a scrivere cinque post al giorno è il daveblog.
ti accorgi che è arrivata l'estate quando mentre ti vesti noti che quel rotolino di ciccia, che accumulasti mesi or sono a botta di pandoro e nutella nel latte, non puoi più nasconderlo sotto cinturoni sovradimensionati o maglioncini puffosi. e che adesso l'unica cosa puffosa sei proprio tu.
ti accorgi che è arrivata l'estate, e ti chiedi se l'estate è una stagione di merda solo per gli universitari, o proprio in generale.
#venerdì, 06 maggio 2005
deja-vù settimanale
venerdì: giornata di arredi in 3d che ti eri ripromessa tutta la settimana, puoi perdonarti una defezione in facoltà.
venerdì: finalmente un nuovo espresso e un nuovo venerdì di repubblica sul davanzale della finestra in bagno, puoi evitarti la quarta lettura dello stesso articolo di michele serra.
venerdì: è ora di portare i panni sporchi nel cesto dei panni sporchi, ormai spostarli su di un lato del letto non ti libera più uno spazio sufficiente a dormire.
venerdì: il giorno in cui ezio esce un pò prima dall' ufficio. ma non questo, il prossimo, ogni venerdì.

#giovedì, 05 maggio 2005
adesso
l'unico modo in cui posso immaginarmelo adesso, quel vecchietto piccolo piccolo sempre pulito e ingiacchettato, è davanti ad un pc, o una fotocopiatrice, o a un fax, che come sempre cerca disperatamente di carpire tutti i segreti della teconologia - questa sconosciuta - facendo uscire di testa chiunque si arrischi a spiegargliela.
magari adesso i fax li fa su commissione di qualcuno più "alto" del suo commercialista, o dei clienti del figlio.
magari adesso invece di scrivere lettere intestate in word, gestisce il foglio excel delle precipitazioni temporalesche estive.
mi piace immaginarlo così oggi, l'ingegnere piccolino che distrattamente notavo salire, tutto indaffarato, su allo studio, mentre ero presa da nient'altro che layer disordinati e impaginazioni che non quadravano. ora che la città che amava l'ha tradito con la peggiore delle beffe, che una folla stretta di persone l'ha salutato silenziosa e incredula, che un'altra folla più meschina e rumorosa ha spostato la sua bara un pò più in là, per mettere a fuoco meglio il volto noto presente in chiesa.
posso scacciare via il magone, perchè stavolta non mi è toccato personalmente. ma l'amarezza mi indurisce il cuore e muta piano i sentimenti verso la mia città, è il motore che li spinge dalla rassegnazione, allo schifo, all'odio.
#martedì, 03 maggio 2005
piccole nevrosi da blogger di seconda mano
da quando taqs ha rivelato di avermi riconosciuta per strada al rione alto (per gli extracomunitari rione alto è uno dei quartieri dormitorio con gli spacciatori più chic di napoli e con i vigili più rompicoglioni dell'universo) la mia vita è un inferno.
ormai ogni volta che cammino da quelle parti non faccio altro che guardarmi circospetta a destra e a sinistra nascosta sotto gli occhiali da sole modello aviator, snobbando chiunque mi rivolga la parola.
ogni giovane donna con il fare da professoressa può essere lei.
dalle fessure dell'ascensore della metro, dietro la colonna del bar terry, nascosta dalla vetrina del cts: taqs può essere ovunque, pronta a raccontare ai lettori ignari delle mie improponibili borsette bianche e rosse a quadretti o delle mie letture trash da metropolitana.
è per questo che apro ufficialmente la caccia all'identikit di taqs. per adesso, della nostra donna abbiamo che:
01. probabilmente porta degli occhiali da vista con montatura nera modello maestra/femme fatale
02. attualmente mostra un colorito abbrustolito (simile al mio, suppongo)
si accettano indizi o correzioni da chiunque abbia notizie. l'identikit verrà disegnato in base alle vostre indicazioni giorno per giorno.
update:
03. la sua altezza si aggira tra i 170/175 cm [fonte: agente kurt]

(la sciarpetta azzurra comprata al centro è in possesso di qualsiasi studentessa di filosofia.
la farfallina rosa abbassa la sobrietà dell'identikit)
#lunedì, 02 maggio 2005
ogni pazienza ha un limite

backstage

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