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#venerdì, 28 gennaio 2005
odio la neve nevica, e io la neve non l'avevo mai vista in vita mia. me la immaginavo più grossa, e più morbida, un pò come il cotone che si mette per finta sull'albero di natale. sarà che questa non è neve doc, bensì neve pezzotta e meridionale, ma cadeva con un rumorino secco sul parabrezza e si raggrumava agli altri fiocchetti sotto il triangolino libero dal tergicristallo, prima di sciogliersi. tutto qua. comunque neve era di sicuro, se mi ha fatto scivolare con la pandina dritta sull'auto davanti, mentre agonizzavo nel traffico verso la metro. l'auto in questione era una di quelle che non conosco nemmeno il nome, grossa, e blu scuro troppo serio. la pandina c'è finita addosso un pò reticente, perchè anche lei è allergica ai chiattilli. l'individuo in questione è uscito sbattendo la portiera e urlando di stare attenta, che la sua è un' automobile da 70 milioni, mica bruscolini. poi ha visto la lieve (giuro, sulla ricetta della sacher!) ammaccatura del suo paraurti e ha detto che l'avrei dovuto accompagnare a farlo riparare, niente storie. ma come, mi sbatti in faccia il costo della tua auto, come se fossi l'ultimo insetto sulla faccia della terra, e poi vuoi cento euro da me? ma lo sai che metto piastrelle e intonaco per un mese allo studio, per guadagnare cento euro? lo sai che adesso che rientro a casa con questa notizia mamma mi manda dritta dritta a fare il concorso a roma? odio la neve.
#giovedì, 27 gennaio 2005
io, ci vado.
lui ha voluto la sacher assassina? e io me lo porto qui:

dove non potrà sentire un solo assolo di chitarra nel giro di tre ore, e gli canterò nelle orecchie tutti i testi astrusi che mi piacciono tanto! considerando che ieri per fargli imparare il testo de la descrizione di un attimo c'è voluto un pomeriggio intero (l'ha trasformata nella concezione di un attimo, operazione di un attimo, trasfigurazione di un attimo) è proprio masochista: i biglietti li ha comprati lui...
#mercoledì, 26 gennaio 2005
la sacher assassina
appena tirata fuori dal forno il mostro era così, e sembrava senza speranze:

anche il primo strato di glassa non faceva granchè ben sperare...

alla fine il risultato quattro ore di inglassaggio è questo...

e non dite che è carina, perchè in realtà fa schifo! cioè la sacher, in quanto torta - a mio modesto parere - va radiata dall'albo delle torte. chi l'ha mangiata giura di aver avuto delle allucinazioni e di aver visto una luce bianca in fondo ad un tunnel. altri l'avevano scambiata per una peperonata. altri ancora hanno minacciato di non invitarmi mai più alle loro feste di compleanno. la prossima volta, una bella viennetta al bar giusy qua giù!
#lunedì, 24 gennaio 2005
la prova del cuoco a cui non volevo partecipare
la situazione è gravissima, altro che. la notizia dell'ultim'ora è che quando viene il compleanno di un fidanzato gli si deve far la torta. AH. beh, io non c'avevo pensato, senò col cavolo che mi fidanzavo. una fa tanto per dimostrare quanto è bellina e brava ed educata e poi deve essere sgamata così, davanti tutti, al cospetto del mostro alimentare che ha creato. perchè lui mica vuole il panettone al cioccolato o, che so, la crostata alle albicocche. no. lui vuole la sachertorta. cioè, devo preparare un dolce di cui non so nemmeno pronunciare il nome, e gira pure voce che sia ricoperto di glassa al cioccolato. cioè, io la glassa al cioccolato spero che si compri da auchan e si spalmi sopra, o almeno che si possa prima progettare in autocad 
san google benedetto aiutami tu!
#sabato, 22 gennaio 2005
io parlo arabo
e vabbè che i miei genitori non hanno mai fatto mistero della loro delusione quando ho scelto quale sarebbe stata la mia università, e quindi il mio lavoro. chè si sa, gli architetti nella mentalità comune sono un pò come i pittori o gli scrittori, gente che sarà abbandonata sul marciapiede della disoccupazione se non ha la botta giusta o il talento giusto. ma stamattina il colmo è stato ampiamente raggiunto: ebbene, dopo notti, giorni, mesi passati a studiare, 25 esami sostenuti, e una buona dose di entusiasmo da parte della sottoscritta, stamattina mia madre si presenta qui con un fascicoletto di fogli stampati. che finalmente mi abbia portato la ricetta della lasagna bianca? oppure è già arrivato lo pseudoposculo del ministro sirchia? o forse è finalmente pronto il copione delle frasi che papà ripete ogni sera a tavola? NO. è il modulo da compilare per partecipare al concorso per l'assunzione di n.15 impegati nelle attività di accoglienza e relazioni col pubblico nell'agenzia delle entrate, con requisito titolo di diploma di scuola media.
non si può dire che mia madre faccia mistero del fatto che mi vorrebbe eliminare dallo stato di famiglia, evviva la sincerità.
e vi prego qualcuno mi dia la forza di spegnere il mediaplayer su questa canzone che ho appena scaricato, chè al 15mo repeat mi sento in uno stato di intontimento non indifferente e va a finire che il concorso lo vado a fare davvero, così almeno mi trasferisco a roma.
#venerdì, 21 gennaio 2005
oh oh
è ufficiale, sono una blogger trendy. (l'hanno detto loro che, tra l'altro, sono dei maledetti geni. ma la cosa non mi fa per niente onore)
#giovedì, 20 gennaio 2005
il paradosso di essere artisti di professione
stamattina, complice un'oretta di attesa per strada da riempire - e scartata l'ipotesi di giocare a tetris col cellulare visto che ormai ho superato ogni record - mi sono immersa nella lettura di diary. e ammetto che, finalmente dopo tanto tempo, dai tempi di chiedi alla polvere, ho trovato un racconto che mi ha presa davvero, facendomi dimenticare tutto il resto. come l'ho trovato fin'ora... forte, triste e disincantato, ma nello stesso tempo di una tenerezza disarmante. condito dalle solite genialate verbali alla palahniuk, ovviamente. tempo previsto per stasera: lettura su coperta e cuscini, variabile alla luce da parete ikea
in particolare questo passo mi sembra offra parecchi spunti di riflessione, magari anche per chi, come me, deve progettare un parco dal nulla ed è ancora senza uno straccio di idea convincente : il fatto è che passiamo la vita a cercare di esprimerci al meglio, ma senza avere niente da dire. vorremmo che la creatività fosse un sistema di causa ed effetto. vorremmo risultati. un prodotto vendibile. vorremmo che alla dedizione e alla disciplina corrispondessero pari riconoscimenti e gratificazioni. ci sciroppiamo la routine dell'accademia, il nostro corsettino di diploma in belle arti e ci esercitiamo, ci esercitiamo, ci esercitiamo. poi, con tutto il nostro eccellente bagaglio tecnico, non abbiamo niente di speciale da documentare
#mercoledì, 19 gennaio 2005
maledetti architetti se dico che vi racconto la mia correzione di progettazione dei giardini e parchi, magari uno s'immagina tutti questi architetti con gli occhiali e il portamine nel taschino, che discutono dei massimi sistemi tra campioni di pavimentazioni e disegni incomprensibili tutti colorati, con beethoven in sottofondo. e invece no. si deve immaginare un crocchietto di studenti del quinto anno, che ancora non ha capito che ad architettura si studia pure la matematica e pensa di andarsi a rubare gli esami scentifici prima della tesi, raccontando ai professori che è stato tanto sfortunato e ieri il gatto gli si è suicidato nella lavatrice. si sappia che il 90% degli studenti di architettura mette la matita sul foglio - o peggio il puntatore sul cad - allo stesso modo di come mio fratello metteva i mattoncini lego uno sull'altro fino a pochi anni fa. che ieri uno ha portato questo foglione del progetto del parco, con 3 cerchi che si intersecavano. ha detto che quelli erano i percorsi e dentro avrebbe messo degli alberi alti alti che però non sapeva quali. immaginatevi un parco con questi percorsi di 1 km ininterrotti, larghi 12 metri, dove a destra e a sinistra si vedono solo alberi non identificati, niente servizi, niente visuali determinate, niente zone di sosta. insomma una foresta in cui sarebbero cresciuti gli animali feroci più strani, e in cui si sarebbero nascosti tutti gli spacciatori del quartiere, e se non ti facevi tutto il km di percorso a piedi e arrivavi con la bava alla bocca non potevi tornare più indietro, perso nei tuoi 12 metri di percorso pavimentato in cotto - come il tinello della signora concetta affianco a me. ci mancavano solo i nani da giardino e stavamo apposto. questo è quello che produce la dequalificazione sempre più accentutata degli studi nelle università italiane, e spiega perchè qui si costruiscono le piazze, gli edifici e le periferie più brutte del mondo. se insegnassi alla mia facoltà mi avrebbero già arrestato per aggressione a studenti indifesi, perchè a uno così, per forza gli devi rompere il tubo in testa.
#martedì, 18 gennaio 2005
nel momento
contenta, semplicemente
#lunedì, 17 gennaio 2005
altro giro, altra corsa
fine del lungo WE. fine dei ponti passati al mare, dei pomeriggi arrotolati sul lettone alla luce della stufetta, dei sabati al ronzio di lettori dvd di pessima qualità, delle domeniche sedute a tavola ore ed ore. i giochi si riaprono e c'è poco da scherzare. c'è una pila di esami che mi aspetta minacciosa nelle dispense sulla scrivania. qualche progetto, non ricordo quale, da consegnare (in settimana?), un lavoro da tenere stretto e sistemare nei vuoti del planner, contatti da mantere, telefonate da fare prima che si faccia sera, un libro da finire prima di essere costretta a leggere l'interessante legislazione dei beni culturali anche in metro. e un pensiero da scacciare. ripeti con me: io non voglio trasferirmi in un paesino deserto della bassa toscana avere cinque figli coltivare pomodori e peperoncini dipingere nel tempo libero e fare la casalinga per tutta la vita, io non voglio trasferirmi in un paesino deserto della bassa toscana avere cinque figli coltivare pomodori e peperoncini dipingere nel tempo libero e fare la casalinga per tutta la vita, io non voglio trasferirmi in un paesino deserto della bassa toscana avere cinque figli colt...

tesoro, con la te spensierata ci vediamo a fine luglio. intanto almeno hai deciso che il tuo sarà il parco del.. del.. ammettilo, l'idea giusta ancora non ti è venuta.
#giovedì, 13 gennaio 2005
i miei nonni al ristorante i miei nonni sono una coppia di signori maturi sulla 65ina. la loro è la storia dei romeo e giulietta denoartri. montecchi e capuleti contadini, con tanto di padre di lei riccone, possessore delle tenute più grandi del paesino e datore di lavoro di mio nonno, zappatore instancabile quest'ultimo, e innamorato della bella ereditiera. e alla storia non manca neppure una fuga senza soldi nella metropoli (napoli), un matrimonio a 17 anni, un figlio a 18. la sostanziale differenza con shakespeare però, è che questa storia finisce bene: dopo 50 anni insieme e neanche tutti i capelli bianchi, sono tornati al loro paesino d'origine, dove hanno comprato una casetta piccola con le rose sull'uscio, e ci passano la maggior parte del tempo, facendo la spola tra napoli e provincia. quando vado a pranzo da loro, mi sembra di trovarmi in un' oasi protetta dalla spazzatura mediatica attuale. una casa in cui nessuno sa neanche cosa vuol dire grandefratello, in cui la visione di domanicain è stata per sempre abolita da quando le lecciso hanno inquinato di volgare quel già inutile pentolone di sbobba. eppure ieri la triste sorpresa. dopo ripetuti tentativi di convertire al reality qualsiasi target di spettatori, finalmente raiuno ha trovato il modo di assimilare all'immondizia pure loro: metti in un programma il ragazzo dalla faccia d'angelo di un medicoinfamiglia, la figlia di ornella muti, altri 3 o 4 debosciati che litigano per passare il tempo, condisci tutto con ricette di cucina, e fallo presentare dalla beneamina delle casalinghe che accendono la tv mentre cucinano ogni giorno, mescola tutto e mandalo in onda ad ora di pranzo. ed ecco che anche loro, per venti minuti al giorno, apriranno gli occhi a tre quarti e spegneranno il cervello.
#mercoledì, 12 gennaio 2005
un nuovo obiettivo universitario
aiuto. esame di architettura dei giardini e parchi in vista. bello? si, come no. peccato che, prima di progettare qualsiasi cosa, devo trovare un tema a cui ispirarmi (esempio: se decido di fare il parco della musica neomelodica, progetterò delle piazzette d'ascolto di scusami se nel letto sono stato anche a volte romantico, metterò torno torno delle gigantografie di luciano caldore, e farò una fontana con la statua di mimmo dany che fa pipì di cocacola) ma fosse solo questo, sfido chiunque a immaginarsi gente che passeggia felice senza nascondersi i cellulari e i portafogli in questa zona qui:

#martedì, 11 gennaio 2005
sono soddisfazioni 1) aver insegnato a mio fratello l'utilizzo di quello strano oggetto di ceramica bianco di fronte alla tazza water (leggi anche: bidet). si era sempre chiesto a che cavolo servivano due tazze se di solito non si va a fare la pipì in tandem. ora ha capito che esiste un'altro modo di lavarsi che non sia necessariamente l'unica sparuta doccia settimanale. non l'ha messo in pratica ma almeno l'ha capito. chi di noi non è stato un tempo un adolescente puzzone, coi capelli inzivati, che si lavava una volta al mese? bisogna comprenderlo.
2) aver coniato una nuova defiizione di pistacchio. l'altra sera al supermercato, lapsus di memoria, ma dovevo assolutamente farmi capire per trovare un busta di pistacchi: mmmh, non ci sono i.... i... gli... non ci sono... quegli ovetti piccolini verdi, tanto buoni, che si aprono a metà..?
sono soddisfazioni.
#domenica, 09 gennaio 2005
aqqulturiamoci parte seconda stamattina con un'allegra combriccola di archicolleghe e non, ho visitato in extremis - si chiudeva oggi alle 14 - la super pubblicizzata mostra su gaudì a castel dell'ovo. che dire. innanzitutto ho imparato che visitare qualsiasi mostra nell'ultimo giorno utile non è un'idea brillante, visto che altre 3000 persone faranno la tua stessa simpatica pensata. e specialmente se la mostra si concentra in pochi metri quadri è un'idea ancora più infelice, dato che la temperatura raggiungerà presto dei valori poco adatti all'abbigliamento invernale, e più che dare un'occhiata fugace alle tavole sarai costretto a fare il gioco dell' indovina chi si è lavato stamattina? comunque.

I sala le tavole fotografiche poteva averle confezionate anche un ragazzino di scuola media, per quanto mancavano di progetto unitario e riportavano informazioni nozionistiche che niente hanno aggiunto alla mia conoscenza desetiana dell'argomento.

II sala schermi che scarrellavano velocemente foto a colori di architetture costruite di gaudì raccoglievano intorno a loro crocchi di persone con le facce a punto interrogativo. forse io avrei fermato ogni fotogramma più di un secondo e mezzo. III sala finalmente, questa sala nascosta riscatta i tre euro che ci hanno sganciato gli organizzatori (il mio libretto di diligente studentessa di architettura niente ha potuto contro quei rabbini) immaginate di camminare sotto una ricotruzione in scala 1:1 di una volta della sagrada familia, di sfiorarla e disegnarla con la mente. immaginate di toccare la copertura del parco guell che sembra un'organo da chiesa di dimensioni spropositate, e di stupirvi nel riconoscere le sole due linee guida della sua assurda superficie. immaginate di sedere su una panca in legno tutta sinuosa dalla quale probabilmente eusebio guell controllava che i suoi conti quadrassero. immaginate di aprire una porta infilando le dita in quello splendido pezzo di design che è la maniglia a nido d'ape. per me è stato come un parco giochi. e questo è bastato a riscattare l'inutilità delle due sale precedenti.

 detto questo, domani vi mostro qualche foto e scappo a sentire il mio uomo che suona al Jail.
tempo di restyling, la vendetta non ce la facevo più a vedere quel rosa + verdino triste. stasera goljadkin - senza nessuna pressione, sia ben chiaro - mi ha regalato questo nuovo template. io sono stata solo la mano degli schizzetti e un supporto nelle scelte. tre ore al pc di sabato sera.. voi non lo amereste un uomo così?
#venerdì, 07 gennaio 2005
tempo di restyling fine delle vacanze, inizio dei saldi. incredibile a dirsi, anche da ikea alcuni pezzi sono scontati, il che vuol dire che tra poco - invece di pagarli - i mobili te li tirano appresso e ti aiutano anche a caricarli in auto. ma la cosa importante è che, finalmente, dopo mesi e mesi passati a sbavargli appresso, quest' oggetto meraviglioso è entrato a far parte del mio corredino domestico. e s'intona pure con le calze.
così, mi sono lasciata traportare dalla luce rosea di cui il suddetto tavolino inonda la mia stanza, e ho iniziato - insieme al fido goljadkin - i lavori per la sostituzione della veste natalizia del blog. solo che adesso vedo rosa dappertutto e ho una crisi d'identità da blogger anti-puccipucci.
#domenica, 02 gennaio 2005
lezioni di vita
questo capodanno camilla ha imparato:
> specifica sempre al negoziante di playstation qual è il tuo modello, perchè per comprare un multitap potresti anche tornare al negozio venti volte, visto che solo per la ps2 ne esistono una decina diversi e probabilmente alla fine non troverai quello che cerchi e sarai costretta a comprare 25 euri di giochi - che potevi benissimo masterizzarti da parenti e amici evitando l'ingrata spesa > non credere al detto quello che fai il primo dell'anno farai tutto l'anno perchè se così fosse passeresti il 2005 seduta a terra a giocare a the sims, mentre con una mano cerchi di eliminare lo smalto rosso sulle unghie e con l'altra getti di tanto in tanto qualche bottiglia vuota dalla finestra > inoltre ingrasseresti di 2 kg al giorno e non avresti più una vita sessuale > non comprare mai più laccetti di nylon rossi con fiorone da mettere al collo per fare la figa che è in tema con l'occasione, perchè la mattina seguente quando cercherai di infilarti il pigiama con quelle poche forze che ti sono rimaste scoprirai che era nylon ultraextrastrong e ti addormenterai col pigiama pecorellato e il fiorone rosso chic ancora lì, al suo posto > dal 20 dicembre in poi non andare più a gettare la spazzatura nel cassonetto. qualsiasi rifiuto solido urbano potrà essere utilizzato con grande soddisfazione per gettarlo a mezzanotte dal balcone di nicoletta a largo lala > anche le lettiere usate del gatto > ricordati di nascondere la cassata di nonna che rimane la notte del 31 in un luogo asciutto e pulito, lontano dalla portata di zii e cugini. quando il giorno dopo si sveglieranno famelici la useranno per inzupparla nel latte e tu non ne mangerai neanche un pezzettino - bastardi > l'anno prossimo evita di fare due ore e mezza di filmato durante la cena con gli amici, perchè poi costringerai te e il tuo fidanzato a trascorrere i successivi tre giorni a cercare effetti sonori e fare dissolvenze incorciate per montarlo > inoltre non potrai baciarlo a mezzanotte perchè starà riprendendo l'orologio atomico che scorre sul monitor del pc quando segna le 0:00 > poi passerà altre due ore a fare riprese megafantastiche dei fuochi. insomma lo rivedrai il 6 gennaio > se vuoi continuare ad avere un blog cerca di dedicargli un pò più di tempo porca pagnotta. la vera blogger si riconosce anche dalla costanza. hai ancora tutto da imparare dalla maestra, che durante il cenone si alza da tavola e ti viene a fare il resoconto.
peace&love a tutti, per quanto ci è possibile.
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