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#venerdì, 31 dicembre 2004
vuoi mettere?
scappo. la cena da preparare e il filmato da filmare mi aspettano a casa di amici. ma vuoi mettere un post con la data del 31 dicembre? mica capita tutti i giorni dolce e serena serata a tutti
#mercoledì, 29 dicembre 2004
aqqulturiamoci fredda secca mattina partenopea. decidiamo di inoltrarci al museo archelogico che - con mia grossa sorpresa, me tapina, non vedevo il suddetto museo da quando avevo 4 anni - supera in sobrietà dell'allestimento, maestria del restauro, contenuti e numero di mostre, molti altri musei italiani. il resoconto è questo. altre foto le trovate qui.
adesso ho bisogno di qualcosa di rassicurante, andiamo a vedere gli egiziani per piacere da questa frase è stata suggellata la nostra visita a casa di damien hirst, temporaneamente residente al museo archeologico di Napoli, dove sconvolge con le sue installazioni surreali improntate al mito del progresso/regresso tecnologico e scientifico. letteralmente ossessionato dall' universo medico, hirst ha preso persone, mucche, tori, agnelli, pesci. li ha sezionati, divisi, analizzati. li ha ordinati, sistemati in formaldeide, posizionati in teche pulite e traslucide. ce li ha mostrati con la perizia dello scienziato e senza un pizzico di morbosità. ha sbattuto in faccia ai nostri occhi disgustati la bistecca che ci servono al ristorante insieme al suo originario contesto, ha ingrandito mille volte un pezzetto di pelle e si è divertito a colorare di acceso i peli, i bulbi, il derma e l'epidermide della sua ricostruzione in bronzo. ci ha raccontato a parole sue il dio dell'universo e chi sta cercando di scardinarlo dal suo posto - god è nient'altro che un armadietto di medicinali - ha disegnato i nostri vizi e poi li ha derisi - party time è nient'altro che un enorme posacenere fuori scala stracolmo di pacchetti di sigarette vuoti - ci ha lasciato dire da lontano: guarda che esplosione di colori quel quadro e ci ha beffato da vicino, perché i colori nient'altro erano che farfalle morte spiaccicate nella pittura industriale - fly paintings. e ci ha raccontato il disgusto, forse meglio di qualsiasi altro quadro, film o libro ce l'abbia mai descritto - tele annerite da mosche annegate nella resina - olocausto. usciamo dai magnifici corridoi di un museo intelligentemente restaurato con una sensazione di fastidio - leggi anche disagio, leggi anche disadattamento. È una mostra che provoca emozioni forti, che non ci mette a nostro agio e ci costringe ad arrovellarci il cervelletto per entrare in sintonia. insomma, è arte. grazie hirst, davvero.
 per un'interpretazione analitico-psicopedagogica-schizoide del fenomeno, non posso non segnalare il post della dott.ssa paky.
#sabato, 25 dicembre 2004
rilievo fotografico del natale in casa covingli - parte II ore 13:00. camilla e goljadkin decidono di buttarsi nella mischia: la folla è agguerrita ma i due non mollano, riescono a portare a casa le ciliegine candite per gli struffoli e il prosciutto per le tartine... per il cavolo da fare indorato e fritto è troppo tardi, ma la battaglia è stata dura, possiamo ritenerci soddisfatti... 
momento topico n.1: la morte del capitone gennaro. quest'anno la decapitazione dei capitoni è avvenuta tra lacrime e disperazioni. mio fratello li aveva accarezzati spesso sulla testolina per dare loro conforto, eravamo arrivati a dargli dei nomi. in fondo ai nostri cuori tutti speravamo che riuscissero a scappare e rituffarsi nell'oceano un pò come gli amici di nemo... 
... tranne ovviamente chi li ha mangiati. addio capitoni! vi aspetta un lungo viaggio... nell'esofago dei miei parenti... 
momento topico n.2: l'arrivo della cassata di nonna. l'arrivo della cassata di nonna è stato accolto - come da consuetudine - da danze festose e urla di bravo! bene! bis!... 
momento topico n.3: l'installazione della PS2. una folla di parenti intorno al nuovo oggetto non identificato sottile nero che si è appolaiato sotto il televisore. mio fratello è in estasi e a mezzanotte ha tentato di posare nella culla del bambinello la memory card da 7 mb... 
...e alla fine camilla lascia qui l'immagine forse più topica di tutte. o meglio la più topica per lei. che questo natale come gli altri ha apprezzato - dietro le spese inutili e le corse ai preparativi del nulla - l'affetto della famiglia, il pensiero degli amici, l'amore di un pacchetto scartato a mezzanotte nel buio di un salone vuoto illuminato solo dalle lucette intermittenti dell'albero. partiamo dalla pace del sorriso di chiara che recita la poesia di natale... e poi, chissà... 
#venerdì, 24 dicembre 2004
rilievo fotografico del natale in casa covingli - parte I napoli. mattina del 24 dicembre. tutto è calmo in casa covingli... ma sotto sotto si sente che i preparativi fervono... i capitoni - poveri loro sigh! - scalpitano nervosamente nella bacinella blu e tentano disperatamente di rovesciare la grata che sovresta la loro ultima mattinata di prigionia... 
il baccalà invece... ehm... già ha dato il suo addio ai parenti pesci.. il baccalà invece... ehm... già ha dato il suo addio ai parenti pesci..
la lista della spesa è ancora calda...e questo può significare solo una cosa: appena finito il postaggio dovrò tuffarmi con la mia panduccia nel traffico dell'ipermercato qui fuori... 
sotto l'albero si sente solo il din din din delle lucette sonore... la carta colorata aspetta silenziosa l'inesorabile apertura dei pacchi... 
... presto la casa sarà invasa dai parenti, urge correre a fare la spesa... 
#mercoledì, 22 dicembre 2004
torna, sta casa aspetta a te (zazzà )
caro blog, ti prego di scusarmi se per tanti giorni non ti ho dato mie notizie. certo lo so, potevo almeno farti sapere che stavo bene.. che so, un sms, ma sono stata davvero tanto occupata...
vabbè guarda, a te non sono capace di mentire, l'unica cosa che sono stata occupata a fare è godermi il tempo libero il più possibile, reduce come sono da giornate incollate allo schermo nero del cad. e poi gli amici non si riconoscono mica solo nei momenti difficili, ma - come tu stesso mi insegni - sanno condividere senza invidia i momenti contenti. quindi, sono certa che non ne avrai a male se prendo a raccontarti il mio romantico weekend al mare di dicembre, tra la salsedine che attacca i capelli e il vento secco che cerca di districarli. ho visto una costa calabra sgombra da qualsiasi mostro gonfiabile multicolore dissonante col blu e il grigio della spiaggia. chè il mare improvvisamente mi è sembrato di nuovo un sacco poetico, e mente sorseggiavo il caffè al bar profumato di sfoglia, di fronte il lungomare, mi sono sentita per un istante nella locanda almayer e i tre vecchietti seduti a giocare a briscola mi sono sembrati i tre bambini del libro. e pure il dialetto stretto dello schivo proprietario del bar mi è sembrato un sacco poetico, e anche il suo modo di spiegarci i fenomeni climatici del giorno: la tgiamontana passa, quando o sole si nasconde dietro all'erba. hai voglia a cercare un modo migliore per spiegarlo. abbiamo fatto la spesa in un posto dove con venti euro abbiamo banchettato in due per due giorni - cioccolata calda pomeridiana compresa - e il fruttivendolo ci ha congedato con: non si pgeoccupi, gli agli sono in omaccio. e poi non fa niente l'edilizia ristorativa più brutta del mondo, gli alberghi sulla statale dipindi di rosa shocking con gli archetti ribassati, gli scheletri di cemento degli edifici pronti per il condono, una delle coste più suggestive d'italia distrutta dalle speculazioni. d'inverno non ci pensi, il rosa è meno shocking e non ci sono i mostri marini di plastica, appunto. la notte ci siamo addormentati con un mare che scrosciava vicino e fortissimo e lo stridio delle rotaie della napoli/reggiocalabria ogni mezz'ora. ad aggiungersi era solo il suono della sua voce, che mi raccontava la storia della formichina geppina e dell' infanzia della proprietaria del bar, per addormentarmi senza che me ne accorgessi. che da quando ha letto l'ultimo post sulla questione che mi piace sentire le sue storie, gli è piaciuto raccontarmene una ogni sera, e a dir la verità è piaciuto anche a me. evviva le richieste velate sui blog... a proposito amore... hai visto che carini quegli stivali rosa il primo negozio a destra svoltando piazza dante? :P
camilla e lui, soli al mare nel raggio di quattro chilometri 
la principale attività di camilla in ferie

#giovedì, 16 dicembre 2004
yuppidù
missione compiuta. anche questo esame è depennato e l'anno solare universitaro si è ufficialmente concluso. l'assistente che ci ha esaminato ha tentato in tutti i modi di rimanere impassibile davanti ai miei disegnini che ci raffiguravano mentre rilevavamo, ma le abbiamo strappato un sorriso forzatissimo almeno con le continue battutine della mia collega, oggi in splendida forma comica. ma perchè le assistenti - donne specialmente - sono così acide? è un fenomeno a tratti inspiegabile considerando che almeno loro una speranza di lavorare ce l'hanno rispetto a noi poveri archi senza famiglia architettonica alle spalle. noi che la mattina ci svegliamo spaventati dal sogno di lavorare nel megastore di concetta mobili in mezzo alle credenze pseudonapoleoniche, o ci imbamboliamo alla vista del commesso del negozio di fotocopie sotto l'università perchè pensiamo che un giorno, tra 40 esami, dietro quel bancone a respirare polvere nera potremmo esserci noi. eppure, dietro questo reggimento di assistenti - donne, acide, depresse e insoddisfatte - si nasconde un professore che ha vinto lo university awards dell'antipatia penserete voi... e invece: l'archiprof è un uomo sui 45 anni, ciotto ciotto e con le guance rosse, che sul desktop del computer da dove proiettava le immagini ha la foto dei suoi bambini - ciotti ciotti pure loro, maledetto dna - al mare, che detesta chiamare per cognome gli studenti, e nella sua stanzetta del dipartimento ha attaccato un foglio stampato sul quale, in times new roman rosso grassetto, compare la scritta: in questo dipartimento non sono ammesse le persone antipatiche e che non sorridono, e sono ammesse soltanto le persone che, nelle loro possibilità , manifestino una spiccata bellezza. misteri del dio li fa e poi non li accoppia.
#martedì, 14 dicembre 2004
due minuti rubati al manuale di rilievo. post di stramacchio
crisi d'astinenza nera da cazzeggio - tipo blog e affini - in vista. e menomale che dopodomani entro ufficialmente in vacanza universitaria - e consegna lavorativa... ma questa è un'altra storia -
ora. non c'entra niente ma: quant'è bello ascoltare una persona che ci racconta qualcosa? ci ho pensato oggi in metro, mentre vedevo il viso della mia amica seduta accanto che si è acceso, quando si è resa conto che quella cosa lì no, non me l'aveva raccontata ancora. ci ho pensato tante volte in queste sere indaffarate, che arrivava lui, stanco dal lavoro, e si sedeva sul letto affianco a me, stanca da autocad. e senza riflettere gli chiedevo quasi sempre: raccontami una storia. e lui, che di fantasia ne ha da vendere, iniziava a infarcire le piccole, quasi inconsistenti vicende di un giorno qualsiasi in un racconto per me: ...e così, la padrona del bar mi prese in disparte e mi sussurrò di non preoccuparmi, che avrei potuto saldare domani il mio debito di caffeina... acciocchè, felice di tanta fiducia accordatami, spalancai sorridente la porta dell'ufficio e spartii allegramente i miei cornetti con i colleghi... e cose così. leggere è pressappoco la stessa cosa - molta gente crede che nei libri ci sia un mondo noioso e diverso perciò se ne disinteressa, ma non sto qua a raccontarlo ai blogger che lettori lo sono di sicuro - solo che c'è la fatica di distinguere le parole sul foglio. ascoltare è un atto che sa di antico, perchè richiede uno stato d'animo paziente e sereno. eppure è una delle cose più rilassanti che esistono. provare per credere.
#sabato, 11 dicembre 2004
...
ora che ho dato un vestitino natalizio a questo blog, posso tornare tranquilla alla mia definizone di rilievo indiretto o strumentale... ... sgrunt. napoli è piena di gente nullafacente e spendacciona che gira tra i vicoletti comprando pastori con le sembianze di dell'utri da buttare dal balcone l'ultimo dell'anno e facendo file chilometriche davanti a vassoi fumanti di sfogliatelle ricce. a via roma cinesi e giuglianesi hanno colonizzato i marciapiedi con le loro bancarelle di magliette a tre euro e orologi a cinque euro. alla feltrifelli c'è così tanta folla che ti puoi sedere a leggere un libro per ore sorseggiando il tuo caffè e nessuno si accorge che ci sei. restare a casa a studiare in questa città è una tortura.

#martedì, 07 dicembre 2004
tema: perchè sono una blogger
svolgimento:
sono una blogger perchè un giorno rovistando nel pc del mio fidanzato ho trovato tra i cliccatissimi uno strano nome di sito che finiva tipo per spinder o spander o qualcosa del genere. e siccome è risaputo che non mi faccio mai i fatti miei, me lo sono letto tutto, ho letto i post, ho letto i commenti, ho vivisezionato le immagini e qualsiasi altra cosa leggibile o guardabile ci fosse nel template, peraltro stupita di non trovarmi di fronte a un sito porno. ho iniziato a scrivere post con lo stesso spirito con cui si scrive un diario privato, ignorando che esistessero blog talmente conosciuti da collezionare in un giorno numeri di ingressi e commenti a quattro zeri; leggevo i miei due diari online preferiti, il mio blog di cinema preferito, e poi scrivevo, senza dirlo a nessuno, senza lasciare tracce. fantasticavo su quale sarebbe stato il giudizio degli altri su quello che avevo scritto, ma ugualmente ne avevo timore. insomma nei confronti di questa mia neonata passione avevo pressappoco lo stesso atteggiamento che adotto nella vita reale: osserva. rifletti. tieni per te perchè non interessa - quasi - a nessuno. sfiducia nelle capacità di comprensione degli altri? o nelle mie capacità di comunicazione? non so, ma tant'è. adesso che sono tre mesi che vago per queste lande, una mia idea me la sono fatta e penso di poter dividere schematicamente i blogger nelle seguenti categorie: x sono un'adolescente incompreso e inascoltato x sono una mamma [papà ] incompresa[o] e inascoltata[o] x sono un trentenne figo e intelligente, lavoro 15 ore sul pc - o cazzeggio 15 ore al giorno - e no so cosa fare nelle pause pranzo x voglio diventare famoso forse ci riesco col blog simpatiche categorie a parte, la motivazione che mi spinge a scrivere, e a leggere le solite dieci persone che ormai sono diventate familiari, credo sia - lo confesso - la mancanza di una persona amica in sintonia col mio cervello [escuso ovviamente il fidanzato, che però anche se ti capisce meglio di chiunque altro non è mai un amico - per fortuna].
qualcuno ha detto che me la tiro nel blog. io dico che può darsi, e che non mi frega perchè nel blog non ho bisogno di fingere manco per niente. che se uno mi legge - che faccia un sorriso o storca la bocca - sa di non avere niente in cambio. so che comunque qualcuno mi legge. e che qualcuno si trova in sintonia con quello che ho detto. ho un amico a genova latina gallipoli o milano. e allora?
[da consegnare alla prof.ssa camilla wlemetafore]
#sabato, 04 dicembre 2004
un cesso scassato è sempre un cesso scassato. oppure no?
qualcuno mi dice che la fontana di duchamp ha vinto qualcosa come un concorso internazionale per l'opera d'arte più significativa/ importante/ influente del novecento. è giù di lì tutti a scandalizzarsi.. perchè? perchè la fontana altro non è che un'orinatoio innalzato a dignità d'opera d'arte dal momento in cui quel furbone decise che non ci si doveva più fare la pipì dentro ma guardarlo in un museo. potremmo dire: e che ci vuole? lo sapevo fare pure io. potremmo dire: ma come facciamo a paragonare la gioconda a un orinatoio? potremmo dire: ma quando tra 1000 anni si scaverà tra le rovine delle nostre città la fontana sarà catalogata come opera d'arte o come cesso scassato? potremmo dire. e purtroppo lo diciamo in tanti. e forse dovremmo pensarci un pò di più prima. cioè, a quell'uomo un giorno è venuto in mente di prendere un'oggetto di uso comune - direi comune a tutti: chi è che una volta per lo meno nella sua vita non ha fatto la pipì - scriverci sopra: io sono un'opera d'arte - sottinteso: uè bello che guard 'a fà ? tien qualche problem?? - e in questo modo rivoluzionare per sempre l'idea della creatività e dell'arte nel mondo contemporaneo: ogni cosa è arte, se a trasformarla è la volontà dell'artista. direi quasi: comunismo della creatività . perchè ciò che è capace di regalarci un' emozione deve essere scartata aprioristicamente? quella è arte più dei paesaggetti del cavolo disegnati da chi ha imparato la tecnica ad olio sul manuale. ovviamente a nessuno verrebbe in mente oggi di riproporre la fontana. come a nessuno verrebbe in mente di ridisegnare guernica. ma non venitemi a dire mai che le installazioni nelle metrò dell'arte sono spazzatura, perchè posso davvero arrabbiarmi. avete mai visto 200 persone che di solito escono di corsa dalla metro - commercianti, operai, casalinghe, bambini, studenti - fermarsi in un pianerottolo intermedio, spezzando per un attimo la corsa, e parlare tra loro così: ma che è sta cosa? mah, secondo me vuol dire l'esodo degli ebrei.. noooooo secondo me è proprio na strunzat.. ma quando mai? non vedete le rotaie?? vuol dire il viaggio!!.... beh io si. la gente si ferma davanti alle scarpe di jannis kounellis e ne parla, bene o male. ma ne parla. si parla di arte: e non ditemi che questo non è un miracolo dell'arte.
#giovedì, 02 dicembre 2004
la giornata raccontata in 11 banalitÃ
. hai visto che caldo faceva stamattina? sì sì, è colpa del vento sabbiosso proveniente dall'africa . guidare a napoli è impossibile, ti ritrovi auto che ti sorpassano a destra a sinistra e ti scavalcano da sopra, motocicli che ti passano da sotto . a veder la gente nella metro, pare che il tasso di lettori italiani sia del 98% . il professore s'è fumato 7 sigarette in aula e quando è finito il pacchetto ha terminato la lezione: succede solo nella nostra facoltà . è inutile votare alle elezioni studentesche, tutti i candidati sono lì solo per i loro scopi personali . un vecchio compagno di scuola ti trova cambiata, dimagrita, sembra quasi che sei trasparente . faccio quest'esame e poi mi prendo una bella settimana di pausa . la tv non si può più guardare, è infestata dalla famigghia costanzo. . ci voleva proprio un bel caffè con schiumetta! mmmh . menomale che ci sei tu :) . leggo 2 post di chi dico io e torno in pace col mondo
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