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#martedì, 30 novembre 2004
trovate di fine serata grande trovata, quella di trentamarlboro. ![]() © bobbysolo & camilla_lo COMUNICATO
siccome che oggi, grazie alle mie pillole di saggezza partenopea, ho vinto una gmail risolvendo un simpatico indovinello - vedere per credere - è ora che ne regali qualcuna anche io.. e allora facciamo così: vediamo chi indovina il film che ho [ri]visto stasera - e che troneggia indisturbato nella classifica dei miei preferiti da lungo tempo - soltando leggendone una frase tratta dai dialoghi [filtrata dalla mia memoria, potrebbe essere leggermente diversa ma più o meno è così]: ... vivi in casa sua, ti scopi sua moglie, usi la sua poltrona.. che cazzo vuoi!.. dobbiamo ucciderlo.. dobbiamo ucciderlo ... bene. vi saluto augurandovi/ci un inizio di settimana splendido, nonostante la pioggia, gli impegni e la nuova home page di splinder, e vi lascio qui affianco il disegnino di me stessa che rileva. non si fosse capito che mi voglio atteggiare a grande disegnatrice quando non lo sono. #venerdì, 26 novembre 2004
il degrado e le sue molteplici sfaccettature
diciamoci la verità , sono venuta qui con le migliori intenzioni di raccontarvi divertenti episodi partenopei di addobbi natalizi un pò prematuri e di passeggiate per il centro a suon di jingle bells un mese e mezzo prima. invece sono arrabbiata nera e quindi non parlo di natale perchè oggi non siamo tutti più buoni. ho appena consegnato la mia relazione sul degrado di un edificio moderno e mi ritrovo dopo una mattinata trascorsa in facoltà , a riflettere più che altro sul degrado del mio corso di laurea. la mia relazione era di 10 pagine. erano 10 pagine impaginate meglio della nuova costituzione europea, che avevo impiegato tre giorni a scrivere, e di cui avevo soppesato ogni singola parola nel tentativo di spiegare perchè quell’edificio era così malfunzionante e cosa si sarebbe potuto fare per risolvere questo stato di fatto. ho disegnato degli schemi esplicativi, ho scattato foto di particolari, sono andata in sopralluogo due volte. 195 degli altri miei 200 colleghi di corso hanno preso la relazione tecnica del comune e ci hanno aggiunto una ventina di foto attaccate alla meglio sui fogli bianchi. ma il loro fascicolo era più chiatto. e siccome nessuno ha letto una parola delle nostre relazioni, la loro è stata giudicata migliore.
x camilla: ricordarsi di prendere per il culo i professori, ripaga molto di più.
#giovedì, 25 novembre 2004
tornando a casa: [tornando a casa mi ricorda una canzone di concato che - ahimè - mi piace da impazzire, ma alla fine: abbasso gli snobismi musicali] la sensazione di tornare a casa propria una sera qualsiasi di novembre. che stai pensando ai disegni che dovrai fare domani per il prossimo esame, e stai ascoltando i pearl jam in auto col tuo ragazzo sorridendo di una partita ad hotel fatta poco prima, come quando avevi quindici anni. ti fermano i carabinieri e pensi: cavolo fosse una volta che ricordo di mettere la cintura ora senti la ramanzina... e invece i carabinieri hanno la faccia seria e hanno fermato altre auto e stanno controllando la fedina penale di tutti. della cintura non se ne fregano niente. e ti ricordi, che hanno ucciso un'altra persona stamattina nella tua città , alla fermata della metrò successiva a quella che prendi tutte le mattine. che ormai sparare è diventato routine e che tutto sembra assurdamente normale. non sarà mica un'ipocrisia tutto questo dispiegamento di forze... servirà a qualcosa fermare le persone che tornano la sera in auto dopo una giornata di lavoro? e lo spacciatore che passeggia sull'asse mediano da un anno, nessuno l'ha mai notato, vero? #lunedì, 22 novembre 2004
un fredda fredda domenica non avete un'amica architetto? ritenetevi fortunati. ieri sera, per visitare l'interno di un nuovo locale che si è aperto da poco a napoli, ho costretto i miei amici a trascorrere la serata più fredda dell'anno in una simpatica sala in stile hawaianofilo: all'esterno. il nome di questo locale già la dice lunga sul genere di persone che lo inseriranno nella top ten dei loro luoghi preferiti: il merliani - sgrat sgrat. in ogni caso, attorniati da stufette per esterni e imbacuccati in sciarpe e guantini, con stalattiti che pendevano qua e là dai nasi, invece di insultarmi come avrebbero dovuto fare, hanno improvvisato un divertente chi vuol essere ignorante e altri giochini del tipo conoscigiorgio?giorgiochi?giorgiocosì!. poi, come tradizione insegna la prima volta che si visita un locale, un ricordino lo si deve pur portare a casa.. in fondo come avrei potuto avere la mia collezione di bicchieri da birra altrimenti? i bicchieri da vino erano quelli sottili e pallinosi che mi piacciono tanto, ma purtroppo non avevo una borsetta della dimensione adatta ieri sera, e allora mi sono dovuta accontentare di salutare il proprietario all'uscita sventolando come trofeo questa simpatica margherita da centrotavola. meglio di niente.
scambio di messaggi surreali tra camilla e bobby Bob:: Senti tesoro lo sai che oltre ad essere qualcosa di più del mio oggetto sessuale, ti voglio tanto benissimamente bene? Grazie, arrivederci. #venerdì, 19 novembre 2004
in giro per le nuove metrò dell'arte di napoli con archiprof e archicolleghi in questi momenti mi torna in mente improvvisamente perchè mi sono iscritta ad architettura.
#mercoledì, 17 novembre 2004
deja vù sveglia presto doccia lattecaffè+macine al volo e presto in auto. traffico sulla circumvallazione fila al casello del parcheggio breve attesa alla metro guardo le persone chiacchierare. mi incanto. in piedi al calduccio finalmente leggo il libro di legislazione con la stessa mano mi tengo e sottolineo in rosso mentre la metro mi sballottola a destra e a sinistra. arrivo in centro compro fotocopie del corso faccio un salto in cartoleria. successive 10 ore: allo studio con l'arkicapo metto chilometri di intonaco cambio piastrelle aggiungo rivestimento e ancora linee di intonaco e ancora piastrelle.. breve pausa pranzo-pizza. e poi caffè. caffè che arrivano, io che ne bevo un pò, e il capo fa fuori il fondo freddo delle tazzine. ritorno a casa uguale all'andata, con tanto di attesa e libro in metro. mentre torno nella mia panduccia biancoelettrodomestico sento che fuori c'è odore di inverno, lo stesso che senti quando torni a casa il 24 dicembre per aiutare mamma a preparare il cenone. mentre guido riconosco le immagini che scorrono di lato: sono le stesse che ieri sera ho visto su raitre. riconosco il cantiere dietro il quale i tossicodipendenti consumano la loro solitudine, riconosco le vele e mi tornano in mente le facce della gente da giovanni floris, disperate e arrese, combattive, disoneste o perbene, le facce tristemente familiari; riconosco le strade asfaltate a patchwork, i cartelli stradali divelti, gli spacciatori sotto la fermata dell'autobus. tutto questo anche è napoli, e io ci vivo dentro, attraverso ogni giorno quelle strade immersa nei fatti miei. quando la giornata passa in un attimo perchè ho avuto mille cose da fare - come oggi - torno a casa felice, soddisfatta della mia produttività . ma forse - chissà - questo è solo un modo per fare lo slalom tra i pensieri scomodi, e compiacersi delle cose futili. quando si ritorna un attimo nella dimensione giusta delle cose, ai pensieri non si sfugge più. #sabato, 13 novembre 2004
solo quando lo dico io, quando lo dico io la tentazione di scrivere su diari privati, blog pubblici, o affiliati, quando siamo tristi e sconsolati è sempre forte, qualcuno dice che le cose migliori vengono fuori proprio dagli stati d'animo forti, come il dolore, la tristezza, l'odio, ma questo pomeriggio voglio fare un sforzettino: rinuncio a scrivere il post dark dell'anno, a crogiolarmi pigramente nella mia malinconia, e - in barba al professore che ieri m'ha trattato una mezza chiavica, alle lacrimucce della mia amica ieri mattina, a mio padre che si diverte a far finta che io non esista - raccontarvi qualsiasi, altra, cosa. ieri sera io e bobbysolo abbiamo voluto - banalmente - festeggiare il mio esame con una sana e mai disprezzabile pizza, così siamo andati in una delle 1638 pizzerie che popolano lo stradone fuori casa mia. la pizzeria in questione si chiama il paradiso, è un palazzone grigio con una scritta scintillosa tipo las vegas, con sotto il disegno di un arcobaleno grande grande. ovviamente dentro troneggiano finte statue di gesso a grandezza naturale, finti controsoffitti baroccheggianti e finte aragoste in vasca, ma questa è un'altra storia. io vado sempre a il paradiso, prima cosa perchè le altre pizzerie hanno nomi del tipo grande fratello, eclissi 2000, mambo pub, ma soprattuto perchè lì c'è sergio il pizzaiolo, detto il fratello di hamtaro per la sua statura non proprio modello. ormai per me è una sfida: prima o poi ci riuscirò... a capire ogni singola frase che dice. all'inizio rispondevo solo con sorrisetti fintissimi perchè non capivo mezza sillaba di quello che diceva, ma ora dalle nostre chiacchierate so un sacco di cose: so di quando ha lavorato in messico e ha inventato 2 nuovi tipi di pizza che esistono solo lì, di quando si è sposato 10 anni fa pur avendone lui 25, di quando la moglie la sua sera libera vuole portarlo a mangiare la pizza e a lui gli viene da vomitare, e tante altre cose. il dialetto smangiucchiato mezzo napoletano - casertano - giuglianese di sergio mi ipnotizza, ma più di ogni altra cosa mi ipnotizzano le sue mani che impastano quella pallottola molle. e mi sono accorta che non succede solo a me.. ieri sera guardavo le persone aspettare la propria ordinazione con gli occhi fissi su ogni suo singolo gesto: dalla stesura della pasta, all'olio che volteggiava in aria cadendo in spiralette pesanti, alla pioggia bianca di mozzarella. gli occhi delle persone andavano a sinistra e destra seguendo quello che accadeva dietro il vetro impiastricciato del suo bancone come quando si assiste ad una partita di tennis. quando poi arrivava il turno di prendere i cartoni fumanti e portarli a casa sembrava che giucas casella avesse schioccato le dita e detto: ora svegliati!. il potere di farina acqua e un pizzico di sale. bobbysolo in questi casi direbbe di sicuro*: che cosa affascinante. * ieri all'esame il prof più cazzimmoso che abbia mai conosciuto mi ha rimproverato di aver detto: qua di sicuro è così.., perchè - nonostante la mai osservazione fosse giusta - chi dice di sicuro significa che non ha dubbi e quindi non è una persona intelligente. [...] ma Bbbbaff....... #mercoledì, 10 novembre 2004
Si avvicina l'estate Mollettoni nei capelli, tute scambiate senza cerniera e fotocopie consumate dall'usura. Tutto vero. A parte il panettone rinsecchito, che era veramente buono. E poi, questo weekend ho preso spunto anche io per studiare un po'. Si avvicina l'estate e la cosa che non mi piace di questi temporali estivi è l'uso dei pullover. Dei maglioni di lana, o di cotone, o di vigogna, o di acrilico, quello che volete. Mi infastidiscono perché i nippoli ti vanno in gola e ti affoghi e stai per degli interminabili minuti a tossire, quel cough-cough che fa capolino ogni tanto, mentre parli con la mamma intimandole di comprare la mozzarella ché viene la camilla_lo a casa per cena, o mentre sei in riunione in una stanzetta infreddolita con i tuoi soci che a furia di sentire questa tosse secca che pare finta temono che tu li stia prendendo in giro per non venire a lavorare. E allora vorrei darvi un consiglio: niente pullover, tanto l'estate ormai si avvicina e dobbiamo iniziare ad abituarci al clima temperato. Un altro paio di piogge, uragani, trombe d'aria e terremoti e ce l'abbiamo fatta. Già domani saremo più vicini ad agosto rispetto ad oggi. #martedì, 09 novembre 2004
ne vogliamo parlare? oggi era l'esame di scienza delle costruzioni - per i non addetti ai lavori un è un pò come diritto privato a giurisprudenza, insomma un bel mattoncino. passi un weekend caccoso e costringi il tuo ragazzo a studiare con te negli unici giorni liberi che ha [grande prova d'amore]; ieri non usufruisci della tessera del cinema concessa gentimente dalla mamma, in compenso trascorri la giornata con un mollettone spaventoso nei capelli e la giacca della tuta scambiata e senza più la cerniera a leggere le tue fotocopie consumate dall'usura; negli ultimi due giorni ingurgiti qualsiasi cosa commestibile e non commestibile (tipo il panettone al ciccolato rinsecchito di mamma) per nervosismo tanto che intravedi un rotolino di panzella a te sconosciuto; stamattina ti alzi alle 6:15 e aspetti fino alle 13:15 che il professore ti conceda la parola per dirti: l'esame è spostato a venerdì. [...] tralasciando volgarità di sorta, quello che mi domandavo è: perchè quando ero iscritta da poco all'uni dimagrivo 2 kg prima di ogni esame, mentre ormai se continuo di questo passo per la mia laurea dovrò comprare il vestito nel reparto taglie forti di coin? #sabato, 06 novembre 2004
facciamo un gioco ieri sera - casa di bobbysolo - norah jones canta sunrise solo perchè ci siamo dimenticati di spegnere il media player: bob:: faccio una fatica a respirare stasera, ho tutto intasato.. cam:: scommetto che non ce la faresti a darmi un bacio lungo [silenzio] cam:: facciamo un gioco: baciamoci e vediamo chi resiste di più, il primo che si stacca perde. bob:: ... ... ok. [si avvicinano] [...] [ridono] cam:: ma non vale non devi prendere aria dalla bocca mentre mi baci!! bob:: ok ok, riproviamo [si baciano ridendo.. un minuto.. due minuti..] cam:: ah! ti sei staccato! ho vinto io lo sapevo lo sapevo.. cam:: però, che bello baciarti. per la serie, come mettere a dura prova la pazienza di un uomo. come al solito camilla se la canta e se la suona da sola. e poi lo scrive pure sul blog. #mercoledì, 03 novembre 2004
in italia c'è qualcun'altro che, come me, non vuole accettare la realtà e continua a sperare - www.ilmanifesto.it. mentre gli impegni di studio e di lavoro si accavallano pericolosamente, continuo a fare il refresh del mio klipfolio in cerca di buone notizie. |