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#martedì, 28 settembre 2004
sono le 19. esco dallo studio. apro il portone pesante del vecchio palazzo a corte di piazza bellini, e con mille pensieri in testa, che avevano distolto la mia attenzione dal pianerottolo dalle scale e dal cortile, metto il primo piede sul basalto scuro della piazza. è la vita. non si può descrivere il centro storico di napoli alle prime luci dei lampioni la sera, quando i negozi impacchettano gli ultimi articoli, quando le caffetterie all'aperto brulicano di gente chiacchierona e fumatrice, quando per camminare nei vicoli devi farti largo tra la folla.. e i colori, i colori sono uno spettacolo. perchè sono milioni e sono intensi e accostati che stridono o che sfumano: le riviste multicolori del giornalaio appena girato l'angolo, le vetrine scintillose e la penombra illuminata giallognola di port'alba, i vestiti blu rossi a righe a fiori gli stivali e le scarpette i foulard le borse di pelle di paglia.. le persone che chiacchierano: è un'unico suono di fondo, il chiacchiericcio intervallato da qualche esclamazione in dialetto. è un'unico odore di fondo, l'aroma del caffè che scende nei polmoni e risveglia l'olfatto, intervallato dai profumi posticci delle persone. avevo dimenticato tutto questo, non so come. il mio primo pensiero all'uscita dal lavoro è stato: è qui che voglio vivere. vale la pena lavorare da mattina a sera e da notte a mattina, vale la pena rinunciare al silenzio della notte, vale la pena vivere in case più piccole e fatiscenti, vale la pena. citazione del giorno: si rallegrò di essere ancora vivo e, con ogni probabilità , ancora lontano da tutte quelle cose spiacevoli [A. Schnitzler, Doppio Sogno] #lunedì, 27 settembre 2004
una chitarra appoggiata alla parete. un letto maltrattato intriso del tuo odore. tracce del tuo passaggio #mercoledì, 22 settembre 2004
giorno d'esame ho la sensazione come sempre di essere una scampata alla guerra (a cui la fuga è riuscita bene però #lunedì, 20 settembre 2004
oggi vorrei avere qualcosa di più interessante per la testa che il pensiero di quante pagine mi mancano per completare il libro di storia dell'architettura contemporanea entro mercoledì. ma non ce l'ho. è incredibile quanto gli impegni e i doveri quotidiani ti facciano perdere di vista il fine ultimo delle tue azioni, e questo accade sempre. ti stressi per un esame o per un lavoro da finire, trascorri giornate intere in uno stato di deciso malessere sperando che terminino presto e con loro le incombenze che si portano appresso, dimentichi che quelle giornate che stai trascinando fuori alla finestra per i piedi sono le stesse che compongono pezzo a pezzo la tua vita, le stesse di cui tra anni tirerai le somme, valutando se sei stata felice oppure no. al diavolo l'ansia. guardo fuori alla finestra questo paesino di periferia venuto male con le sue casette a tre piani tinteggiate di colori improbabili, vedo le foglie della magnolia che danzano lente lente al suono del venticello fresco di fine estate, vedo il lampione mezzo fulminato creare ombre diverse per forme e colori su ogni edificio, vedo il blu intenso dell'aria odoroso di cene preparate in fretta. e tutto ritorna nella giusta prospettiva #giovedì, 16 settembre 2004
ieri sera serata Spielberg. delusione per la latente banalità di the terminal anche se alcune immagini ti restano dentro come cartoline e alcune espressioni di Tom Hanks non le dimentichi più. in compenso ho trascorso un'altra serata piacevole con Lui. era partita male per la noia che si era sedimentata in me durante tutta una giornata di cose da fare e non fatte, e anche a causa della mia cuoriosità invadente, che mi ha condotto dritta dritta nel suo passato prossimo a leggere cose che sarebbe stato meglio lasciare addormentate dov'erano. guardare un film con lui, leggere un libro con lui seduta a terra alla Feltrinelli, sorseggiare un birra sul muretto di un'aiuola nel centro storico. e mi rendo conto di quante volte ho desiderato queste piccole cose senza trovarle concentrate in un'unica persona che fosse anche semplice e ironica e che non si prendesse eccessivamente sul serio. chissà se quando scherzando ha detto andiamo a vivere insieme basta ho deciso, si è accorto che la mia fantasia ha iniziato a volare verso pensieri troppo concreti. eventualità che per il momento è meglio conservare in un cassettino sotto altri piccoli sogni da concretizzare. citazione del giorno: noi viviamo in una spirale di forze architettoniche #lunedì, 13 settembre 2004
stamattina ho salutato il mare, l'ultima volta per quest'anno, immagino. l'ho fatto con coscienza, mi sono detta che da oggi ricomincerò a studiare. devo riprendere il ritmo. basta cullarsi nei pensieri di insoddisfazione. basta farsi vincere dall'apatia di chi deve far troppo per raggiugere l'obiettivo che si è prefissato. basta coi bassi propositi di rinuncia. devo fare come nei cartoni animati giapponesi: dai che ce la fai. domani però. #venerdì, 10 settembre 2004
presagi (sob) stamattina mi alzo presto al trillo del telefono di casa da oggi in poi, ogni volta che il telefono squillerà svegliandomi mentre sto sognando di fuggire da un'attacco di terroristi, mi sentirò un pò Naomi Watts in the ring e mi girerò decisamente dall'altra parte. citazione del giorno: ia fà schiattà o riavulo (trad. non darla vita alle sventure) [fonte: il mio fratellino, due minuti prima di bruciare l'ultimo cioccolato rimasto] #giovedì, 09 settembre 2004
rapporto conflittuale (eufemismo) coi genitori ma non succede quando si è adolescenti? così m'era parso di sentir dire. perchè allora mi capita di avere la sensazione di parlare un'altra lingua, mi scoraggia anche il solo pensiero di tentare a spiegare loro le mie ragioni... "sindorme tardo-adolescenziale in fase avanzata. maligno. un caso su 5000". un flashback prima mi ha catapultata in un film, uno di quei tv-movie in cui figli che non hanno rapporti con genitori da 15 anni li incontrano per caso al parco e si imbarazzano e si perdonano e si baciano e abbracciano.. a me accadrà così? |