camilla
italianpsycho
rafele
taqs
ciro
raffaella
jo
'o verdummaro
tarè
camee
kekkoz
kekule
laclauz
davide
eriadan
designerblog
 
01.Santa Precaria
02.Tutto per una ragazza
03.cambridge english grammar in use
bad
cinematografo
colonne sonore
diario
londra
massimisistemi
strip
trasferte
unipersità
work
oggi
dicembre 2008
novembre 2008
settembre 2008
aprile 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
maggio 2006
aprile 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004

*ESAME DI STATO*

#mercoledì, 31 dicembre 2008
desideri di fine anno

vorrei vorrei...
da domani vorrei...

vorrei la casa (senza carpet e coinquilini inglesi) dei miei sogni, un inglese fluent, progettare e disegnare e imparare

vorrei tornare a casa dopo mesi e non trovare tutto cambiato ogni volta, e uno alla volta gli amici con cui facevi le cose più stupide aver messo la testa a posto - nel modo in cui a me quest' espressione non piace - e non avere l'impressione che si siano arresi

vorrei tornare tante volte a casa e vorrei che non mi mancasse così tanto

vorrei che l'italia cambiasse tutto all'improvviso, e io potessi trovare un lavoro nel mio paese senza uno zio architetto o un cugino deputato, e andare all'estero solo per vacanza

vorrei che le persone avessero sempre la voglia di cambiare il mondo, e il coraggio di rimanere fedeli a loro stessi, negli anni che passano

vorrei che chi a trent'anni ne dimostra quindici crescesse in un anno

vorrei avere sempre la forza di perdonare e di dimenticare, di amare incondizionatamente

vorrei sempre e solo te

vorrei un anno felicissimo e anche tristissimo, vorrei un sacco di issimi, e sentirmi viva sempre, e sempre un sacco di farfalle nella pancia, come in quello passato.
di camilla, diario, massimisistemi - 20:04 | link | commenti (2)


#mercoledì, 19 novembre 2008
sheet.

Come segno di protesta contro la velocità forsennata di londra, questo blog diventa sempre più lento e sciatto, perché da qualche parte bisognerà pur sfogare la propria natura.
Sono sopravvissuta ad altri due mesi di fiumi di gente che ti cammina addosso per le vie tempestose della metropolitana e ai suoi 40 gradi all’ombra, quindi posso dire di essere una donna ancora più forte e adulta adesso. Sono diventata bravissima a posizionarmi nel posto giusto per soffiare il posto a sedere alle bruttone malvestite inglesi e ad ingorare le bruttone malvestite incinte perché se lo meritano se pensano che prendere la tube a londra quando sei incinta sia una buona idea o al massimo lo sia mettere le scarpe marroni con la giacca nera e la gonna blu.
Londra è spietata, per sopravvivere bisogna diventare più cattivi di lei e io questo germe ce lo avevo già dentro quindi, don’t panic.
La news più importante è che a londra c’è la recessione, direte voi che novità. Eh no, perché noi
abituati alla costante crisi economica e disoccupazione italiana sottovalutiamo che qua prima della recessione lavoravano cani e porci, e se non sapevi parlare inglese faceva niente, chè si poteva sempre comunicare a gesti e pernacchie.
Adesso si licenzia così, da un giorno all’altro.
Il mio capo che sta con le pacche nell’acqua però ha deciso per me una soluzione più soft e meno traumatica così ha detto che mi presta ad un altro studio per qualche tempo.
Ricapitolando non perderò lavoro né stipendio, ma sarò shared, finchè qualcun altro vorrà borrow me (parole sue). In pratica tra me e un pacco postale l’unica differenza è che lui non parla (ah no, giusto. quindi nessuna differenza).
Ma insomma che ce frega che ce mporta? Stiamo a londra paisà! Il venerdì ci facciamo 20 pinte coi colleghi e il mondo ci sorride.

Vi lascio con alcune perle di lingua inglese vissute sul campo:

01. attraversando la strada, grido ad una macchina che mi stava per investire fuck you (sempre una princess) e il conducente mi risponde (giuro) un grammaticalmente fantastico fuck you too.

02. uno dei problemi della lingua inglese è che quando ti dicono grazie tu devi rispondere y o u – a r e – w e l c o m e, così nel tempo che ci impieghi per dirlo l’altra persona magari è andata in pensione o passata a miglior vita. Così avevo avuto l’idea geniale di abbreviare il tutto in un laconico welcome.
Mi sono sentita dire - accompagnato da grugnito di disapprovazione - “oh my god darling, welcome sounds so lazy
Così oltre ad essere italian, crazy, e woman, mò so’ pure lazy.

03. in inglese foglio (sheet) e merda (shit) si pronunciano esattamente nello stesso modo, a parte un movimento di lingua carpiato che solo gli inglesi sono geneticamente predisposti a fare.
Gioco: adesso provate venire a lavorare in uno studio di architettura a Londra e non far ridere i colleghi ogni 20 secondi.

Sono fantastici o no??
Take care, amiSci.
di camilla, diario, londra, work - 20:44 | link | commenti (3)


#martedì, 16 settembre 2008
buonasera amiSci della notte

quando un giorno sta per finire e ancora devi lavare i piatti, e un altro giorno sta per iniziare. un giorno nuovo per lavorare, fare figure di merda con l'inglese, amare, sognare...
qui LONTRA, 12 gradi celsius e niente pioggia, quindi non ci lamentiamo.
in barba al casino galoppante della stanzulella rossa, io scrivo sul blog.

io poi c'ho quest'altro collega inglese, ma proprio inglese inglese, che come tutti gli inglesi si toglie le scarpe e fa i rutti mentre lavora, ma poi dopo dice excuse me e alle 5 si beve il tè di merda col latte. lui però è simpatico e fa sempre le battute su di me, e mi chiama crazy italian woman. e io lo chiamo wanker trump, ma lui si chiama Jonathon con la O.
stamattina a lavoro la vibrazione del mio cellulare rompe il silenzio tombale scandito solo dal ticchettare delle tastiere, e io come al solito mi alzo per andare a rispondere sul pianerottolo. mentere sgattaiolo fuori furtivamente, all'improvviso Jonathon urla a diecimila decibel "PROOOOOONTUOOOOO" nel suo accento assurdo, e tutti - inglesi, tedeschi, polacchi, francesi e giapponesi - inziano a ridere per due ore.
ecco queste cose qua per esempio a me piacciono un sacco di londra.
un altra cosa che mi piace un sacco di londra è che è vero che qui siamo in un mondo evoluto.
nei giorni scorsi sono andata in giro a cercare materiale per plasticodimmerda che stavo costruendo allo studio. ho trovato degli shops enormi, specializzati solo in models, che vendevano personcine, alberini, pilastrini, automobiline, e tutte le ine possibili, a qualsiasi scala, di qualsiasi materiale. e io ho spalancato gli occhi grandi grandi e ho pensato: se stavo a napoli mi mannavano a quel paese solo se chiedevo se c'avevano un pò di balsa.
allo stesso modo esistono bookshop di due piani che vendono solo libri di architettura... e sto parlando solo del campo che mi interessa, ma sono certa che chiunque qui può trovare il suo personale paradiso.
il suo paradiso dal cielo plumbeo, ma pur sempre il suo paradiso personale.

e poi volevo solo dire che sabato sera tornando a casa sono passata sul jubilee bridge e c'era il big ben tutto allummato e il london eye che girava piano, e tutte le barchette coi ristorantini che sbrilluccicavano, insomma tutte queste cose tamarre qua. e io mi sono fermata e ho pensato che ero proprio contenta in quel preciso momento, e che forse sì, sto facendo la cosa giusta, nel momento giusto.
ma poi chissà.

buonanotte amisci della notte, i miei piatti sporchi vi mandano tanti calorosi saluti.
di camilla, londra, work - 23:52 | link | commenti (7)


#martedì, 09 settembre 2008
welcome back

la cosa che odio di londra è che la maggior parte della gente è un pò una merda. a parte questo, e i 15 gradi celsius in meno rispetto all'italia, direi che il resto è fantastico.
quando domenica sono tornata dall'aeroporto, col musetto un pò da gattina bagnata, ho trovato ad aspettarmi a casa una situazione da trailer di film horror: qualcuno aveva tagliuzzato metà delle mie scarpe e le aveva gettate simpaticamente nel giardino, dove hanno avuto tutto la settimana per fare infusioni di pioggia bastarda londinese.
no, dico: GIURO.
ora io non lo so a quale dei miei flatmates ho fatto qualche sgarro, ma niente sembra giustificare una tortura così tremenda alle mie (ex) preferite scarpette rosse.
non mi meraviglierei domani di trovare un orecchio del gatto di peluche dentro una busta con una richiesta di riscatto di 20 pounds.

e la salute, l'amore, il lavoro?
troppo difficile riassumere tutto in poche righe.
sono due giorni che sto facendo il plastico di un progetto, io da sola nella sala enormissima dei meeting, dove se sposto un attimo la sedia il rumore rimbomba per cinque minuti, senza contare che avevo imparato a fare i 3d apposta per non dovere mai più avere a che fare con polistirolo balsa e colla. i miei commenti sarebbero quindi falsati da questa frantumazione di coglioni che dura da due giorni.
voglio spendere solo una parola sul collega thomas, detto anche bumbulone, al quale stamattina ho chiesto aiuto quando autocad aveva deciso di nascondere per sempre tutte le barre degli strumenti esistenti nell'universo. mentre il capo aspettava il disegno picchiettando silenziosamente e altrettanto pericolosamente il piedino sulla moquette, thomas mi ha risposto "mh, don't know, weird" prima di rigirarsi velocemente verso il suo monitor.
nello studio a napoli si sarebbe aperto un forum sulla stranezza dell'oggetto computer, qualche malaparola, e qualcuno avrebbe probabilmente tentato di tirare fuori la piccerella dai guai. a londra no, però a fine mese ti pagano.

that's all for now.



p.s.
questo blog è così vecchio, e io non mi ci riconosco proprio più.
però è bello ritrovare tutti quanti qui, dove li avevo lasciati
di camilla, londra - 23:00 | link | commenti (3)


#giovedì, 03 aprile 2008
alessandra flies away in 19 days

ci sono persone che si accontentano e persone che non si accontentano mai. in tutti e due i casi c'è sempre qualcosa che manca, sempre un motivo per essere un pò insoddisfatti.
io, senza che ci rifletto neanche un pò, so di appartenere alla seconda categoria.
questo blog, la sua padrona con la sua piccola laurea, il suo piccolissimo inglese e il suo affascinante compagno di viaggio, fanno RESET e ripartono da Londra, tra pochi giorni.

e per il momento, è tutto.

#domenica, 10 febbraio 2008
...and now?

la domanda che tutti ti fanno il giorno dopo che ti sei laureata è "come ti senti adesso che ti sei laureata?"
e nonostante tu sia stata temprata da anni e anni in cui la domanda ricorrente era l'insopportabile "allora, quando ti laurei?", proprio non riesci a cogliere la vena gentile della cosa e rispondi con un ennesimo grugnito di disapprovazione.
mi sento come una che come si sente lo può capire solo lei. come una che arrossice e si sente ridicola se qualcuno la apostrofa scherzosamente dottoressa... , come una che sa quello che sapeva esattamente l'attimo prima, che deve tirare un sospiro di sollievo e riprendere la guerra quotidiana per raggiungere quello che vuole.
la vera festa è durata un attimo, quell'attimo preciso in cui ho smesso di parlare e ho pensato adesso sì, sono soddisfatta, e da me non avrei preteso niente di più di questo. il momento in cui strascicavo la penna per firmare il mio biglietto di sola andata per il paradiso.
la vera festa è stata scendere per l'ultima volta le scale di palazzo gravina e trovare le persone che amo armate di bottiglie e secchi d'acqua, rincorrermi per il cortile, farmi tornare a casa come un pulcino col tailleur nuovo comprato in saldi tutto impregnato di prosecco azzeccoso.
sorrisi stampati in faccia per quarti d'ora interi, inebetimento. le cuffiette nelle orecchie mentre raggiungo l'università in metropolitana, alla controra, con la cartellina più grande di me nelle mani, e gli U2 che cantano sometimes you can't make it on your own, e manca solo un'ora. arrossire sulla fontana di via monteoliveto, l'attimo dopo aver discusso la tesi.
penso che questo ricorderò, più di tutto.
dimenticherò i confetti rossi nella bustina di roselline (!), i convenevoli con i parenti, come mi sono sentita esibita tipo fenomeno da baraccone da chi fino a due mesi prima continuava a remarmi contro. dimenticherò i regali di circostanza, le crocette d'oro bianco e brillantini che chi mi conosce sa che non potrei indossare mai e poi mai.
dimenticherò le cose brutte, e le persone che hanno fatto cose brutte, o che non ne hanno fatta nessuna.
sorrido moltissimo.
mi chiamano a casa per fissarmi i colloqui, chiedono dell'architetto e mia madre risponde "iamm nun fa o scem, chi sei?". ma sorrido moltissimo.
i colloqui vanno bene e domani comincio un nuovo lavoro, con persone nuove, posso scegliere, e non mi sembra vero.
le cose si muovono talmente velocemente e sono talmente meravigliose, i progetti sono così tanti, che penso ne sia valsa la pena, di tutto.
non dipendo più da nessuno, non mi appoggio più a nessuno. ogni giorno è una scelta consapevole delle persone e delle situazioni che voglio avere vicino. mi sento mille miglia più vicina alla donna che sogno di essere (ma non al naso che sogno di avere).


le persone partono, e vanno via da qui, una alla volta. prima che tocchi a me, mi piace sapere di avere una casa metaforica, sparpagliata nel mondo, dove tornare.
di camilla, diario, unipersità - 16:50 | link | commenti (15)


#lunedì, 21 gennaio 2008
tomorrow

di camilla, unipersità - 12:51 | link | commenti (17)


#sabato, 17 novembre 2007
una canzone per te

parafrasando jo e chi prima di lei (ad onor di cronaca) questo periodo della mia vita si può chiamare apucundria.
come amo ripetere (essendo ormai sulla soglia di una certa età nonchè in sindrome pre-mestruale + sindrome pre-laurea) è il periodo in cui tutto sta per accadere e niente ancora è successo.
e cosa c'è di più eccitante del futuro in potenziale?
e cosa c'è di più malinconico di qualcosa che sta per finire per sempre?
sto correndo come una forsennata verso la laurea, ciò che ho più desiderato e sudato da otto anni. eppure sono lucida abbastanza per capire che ognuno di questi singoli giorni che trascorro al sesto piano all'università, al vomero con le amiche del nuovo corso mezzosex&mezzocity della mia vita, con le persone belle e nuove che ho conosciuto, sta per finire.
quello di cui sono felice è che non avrò mai più rimpianti, perchè ho vissuto esattamente quello che avevo sempre guardato con curiosità, ho fatto esattamente tutte le cose, stupide e non, che avevo desiderato, ho pianificato esattamente le cose importanti e folli che avevo in mente, in barba a tutti i consigli saggi (e ho speso 40 euro per vedere mercoledì i negramaro all'augusteo, roba che manco per gli U2. chi se li cagava i negramaro fino a due anni fa? ma soprattutto chi se li caga anche oggi? lo sapete che con 40 euro mi facevo 3 mangiate da nennella? cazzi miei, giustamente).
non cambierei niente, neanche un giorno, neanche un messaggio inviato per sbaglio a chi non doveva leggerlo, neanche un pianto in macchina tornando a casa sotto la pioggia, dopo averti detto addio per sempre.
e insomma dicevamo questo concerto.
data la somma, come minimo ho dovuto imparare a memoria ogni parola e sospiro di ogni traccia del cd, e checcacchio. dunque dopo un'accorta esegesi dei suddetti testi (quante emoZZioni lamentoso pelatino malefico) posso con cognizione di causa associare le seguenti canzoni:

una volta tanto: a te che sei dolce e divertente (e rigato), e mi hai convinto a comprare i biglietti per il concerto, quindi ti meriti i paccheri, ma ti voglio bene lo stesso

quel posto che non c'è: a te che non c'a pozz mai fà, al nostro posto che (non) c'è

l'immenso
: a TE che non leggi più, perchè hai paura di quello che potresti trovare, e invece poi, in quanti modi meravigliosi posso ricordarti, non lo sai. oggi ho capito che il tempo di prendermi cura di te è davvero scaduto, se qualcun altro lo fa al posto mio. tutto quello che ho, che sono, è anche merito tuo.
per te ci sarà sempre e solo amore.

è così
: alla pisciaiola che fa la metallara e poi si lascia commuovere da un fotomontaggio fetente

chi li indovina tutti vince un biglietto dei negramaro.
(scherzo, già c'è una schiera di amiche capere pronte con le ditine sulla tastiera)

(eee sì, scusatemi ma questo periodo è un pò così, dark).
di camilla, diario, colonne sonore - 18:57 | link | commenti (13)